Diversità culturali – il trasloco

Capita a tutti, prima o poi, di dover traslocare. Da noi normalmente capita subito dopo esserci sposati o non appena la famiglia si allarga.

Per quanto riguarda noi specializzandi all’estero, il cambio-casa avviene ogni volta che si cambia ospedale.

Come avevo già scritto (diversita-culturali-la-casa) all’inizio conviene prendere una casa ammobiliata o semi-ammobiliata per abbattere i costi iniziali dati principalmente dagli elettrodomestici .

Nel mio caso ho iniziato proprio così, affittando una Ferienwohnung (“Casa vacanze”).

Successivamente, a causa dell’elevato prezzo delle case-vacanze nella seconda città, ho optato per un normale appartamento i cui mobili mi erano stati dati “in concessione” dall’ex inquilina. Mobilio che però dovetti ridare indietro, dall’oggi al domani; forzato dagli eventi ho dovuto praticamente ricomprare la quasi totalità dell’arredo (per ulteriori dettagli, qui il racconto della vicenda: diversita-culturali-i-mobili/ ).

trasloco

In questi giorni mi sto organizzando per il trasloco nella terza città e mi è sembrato giusto scriverne a proposito.

Disdetta della casa (Wohnungskündigung)

La disdetta della casa deve essere fatta in forma scritta, deve essere motivata (cambio lavoro, aumento affitto, trasferimento in un ospizio per la presenza nell’appartamento di barriere architettoniche per gli anziani, etc.) e inviata per posta o consegnata brevi manu. Il Kündigungsfrist (il preavviso di disdetta) è di tre mesi – mi riferisco al comune affitto tedesco a tempo indeterminato di una persona che vive da sola –  e si deve consegnare entro il terzo giorno del primo mese preso in considerazione. Non fa fede il timbro postale. Se consegnata in ritardo, la disdetta partirà dal mese successivo, comportando quindi il pagamento di un mese in più di affitto.

In base al tipo di contratto che stipulate, ad esempio un contratto in una WG (Wohngemeinschaft, cioè la convivenza con altre persone), potete decidere il preavviso di disdetta, ma è un caso particolare in quanto, da quello che ho capito, in una WG tutti gli inquilini sono affittuari principali e non è facilissimo né disdire né trovare un sostituto in quanto i coinquilini devono essere d’accordo.

Ricerca dell’inquilino (Nachmietersuche)

Spesso nel contratto di affitto è presente una clausola che obbliga l’attuale inquilino a cercarne un altro: in genere per farlo ci si affida ai normali siti di annunci (www.ebay-kleinanzeigen.de, www.wg-gesucht.de ) o anche al Marketplace di Facebook. Ho scoperto che ci sono anche delle associazioni degli affittuari (Mieterverein) che, oltre a sostegno sindacale e consigli di ogni genere, si occupano anche di questo.

La “ricerca dell’inquilino” potrebbe essere richiesta anche se non è scritta espressamente sul contratto, dipende perciò sia dalla motivazione che abbiamo scritto sulla disdetta – in generale qualsiasi motivo che comporti una interruzione straordinaria e improrogabile del contratto – sia dal proprietario della casa. Nel mio caso specifico non erano presenti clausole e quindi la ricerca del nuovo inquilino spetta al Vermieter (il proprietario).

Condizioni in cui si lascia casa

Sul contratto vi sono anche dei paragrafi relativi alle condizioni in cui la casa deve essere mantenuta sia durante il periodo dell’affitto che al momento della disdetta. Importante è chiarire fin dall’inizio in che condizioni lasciare le pareti (ritinteggiarle di bianco o meno, ricoprire buchi residui, etc.) e l’eventuale sostituzione di moquette o pulizia del parquet.

Kaution

È la nostra caparra. Corrisponde a circa due o tre mensilità fredde (Kaltmiete – cioè al netto degli altri costi).

4796358130_62b5d28660_b

Documenti necessari per la nuova casa

Normalmente vengono richiesti il contratto di lavoro, i cedolini delle ultime tre mensilità o anche un documento rilasciato dal futuro datore di lavoro che attesti che lavorerai per loro. Normalmente è sufficiente il contratto di lavoro. Spesso viene richiesto lo SCHUFA Auskunft.

Schufa (Schutzgemeinschaft für allgemeine Kreditsicherung)

In italiano „società di protezione per merito del credito generale “, la Schufa è la più grande fonte di informazioni sull’affidabilità creditizia dei debitori privati ​​in Germania. In base alla cronologia dei pagamenti di una persona in passato, essa effettua previsioni sul comportamento dei pagamenti in futuro e li traduce in valori numerici. Tutto ciò si esplica in un documento A4 da consegnare al nuovo proprietario. Si può ottenere online (www.schufa.de ) compilando un apposito questionario e pagando una modica cifra.

 

Trasloco vero e proprio

Per il trasloco si può fare da sé oppure affidarsi ad una ditta esperta.

Nel primo caso si può affittare un furgone e tramite annunci trovare persino chi ci può aiutare (sempre www.ebay-kleinanzeigen.de). Nel secondo caso si può contattare un’agenzia di coordinamento che cerca per noi – in base ai nostri parametri – la ditta dal prezzo più conveniente. È opportuno avere ben chiaro fin dall’inizio il budget, la grandezza della nuova casa, la distanza e, ultimo ma non ultimo, il numero delle cose da trasportare.

 

Legenda minima delle abbreviazioni utili

WM (Warmmiete): affitto „caldo “, cioè comprese le spese accessorie (riscaldamento, acqua).

KM (Kaltmiete): affitto “freddo “, quindi senza le spese accessorie.

NK (Nebenkosten): le spese accessorie.

BK (Betriebskosten): le spese condominiali.

HK (Heizkosten): le spese per il riscaldamento (inclusi nei Nebenkosten).

Kaution: la caparra.

EBK (Einbaukueche): cucina componibile o molto spesso “monovano con bagno e cucina”.

EG (Erdgeschoss): pianoterra.

OG (Obergeschoss): piano superiore (presso preceduto da un numero cardinale: 2. OG = secondo piano superiore = superiore).

UG (Untergeschoss): piano interrato o sottoterra ( Souterrain-Wohnung).

VHB (Verhandlungsbasis): trattabile (riferito al prezzo dell’immobile o dell’arredo).

 

Qui di seguito potete trovare una lista esaustiva delle abbreviazioni:

Piccole precisazioni

– Nella terra di Klinsmann e Rumenigge il bagno, il balcone, il corridoio e la cucina NON costituiscono vani, a differenza dell’Italia (o meglio, di Palermo). Quindi un normale monovano tedesco (1-Zimmer-Wohnung) può avere balcone, bagno separato, sgabuzzino e perfino la cantina!

–        Fino a qualche tempo fa la maggior parte degli appartamenti teutonici erano sprovvisti della cucina (intesa come l’elettrodomestico, con i fornelli e il forno). Oggi ci sono ancora, ma sono molto meno frequenti. In genere o la cucina fa parte dell’arredamento dell’appartamento e fa parte dei Nebenkosten (i costi aggiuntivi opzionali) oppure è stata comprata dall’inquilino precedente. In questo caso ci si mette d’accordo e la si compra. Conviene a tutti e due: in genere questo mobile è sempre murato e piastrellato e – come potete capire – non è assolutamente consigliabile smontare, rimontare e risistemare la cucina (in questo caso intendo la stanza).

–        in merito al versamento della caparra, state attenti. Chiedete al nuovo proprietario di poter versare i soldi su un nuovo conto corrente aperto per l’occasione. Se verserete i soldi sul suo conto, può succedere che quando lascerete la casa il proprietario potrebbe “fare l’Italiano” e trattenere una parte o tutti soldi adducendo delle scuse.

Ciò comporterebbe:

  • Andare da un avvocato e fargli spedire delle lettere di sollecito.
  • Dopo 3 lettere si può andare in tribunale per far valere i nostri diritti
  • Morale della favola: smuovere il mondo per ricavarci 100 o 200 euro.

Volendo si può far assicurare l’appartamento. In genere si copre il furto, le calamità naturali (es. alberi che cadono sulla casa), problemi idraulici e tentativi di scassinamento. Sarà la stessa agenzia immobiliare o il Vermieter ad indicarvi cosa volete e se lo volete.

Ringrazio l’amico e il collega Dr. Gaetano Pappalardo per questa ultima parte.

Gian Marco

 

Annunci

Specializzazione in Germania: Piccola guida alla maternità di Gea

A quanto pare il racconto di Pegasus ha scatenato diversi scrittori in erba! Adesso è la volta di Gea, specializzanda e madre italiana in terra teutonica.

alba

 

Salve a tutti colleghi e colleghe,

Mi chiamo Gea, sono una collega del secondo anno in neurologia.  Sono arrivata in Germania con nessuna ambizione medica ma solo per amore, essendo quello che è diventato mio marito, un bel tedescone. Ebbene, per non farci mancare niente, con un bel appartamento, un lavoro sicuro, abbiamo deciso di ampliare la famiglia. Immagino che tra di noi ci sia qualche collega alle prese con le prime domande e con i primi attimi di panico del tipo “WTF, e mo’ che faccio?”.

1)Nel momento in cui quella lineetta apparirà, prendete subito appuntamento dal ginecologo per poter vedere a che settimana siete e vi potrà fare, a sua discrezione, la certificazione della gravidanza, certificato che costa dai 10 ai 20 euro e deve essere dato al datore di lavoro. Il semplice dichiarare di essere incinta non è ufficiale e non permetterà al vostro datore di lavoro di prendere le misure necessarie alla vostra salute.

Come ho detto il certificato di gravidanza lo fa il ginecologo, alcuni ginecologi lo fanno subito, altri aspettano di vedere il battito cardiaco del piccolo alieno che vi portare dentro.

2)Una volta consegnato il certificato ci saranno svariate opzioni che verranno vagliate da voi con il vostro/la vostra Chef.

 

  • Opzione A: non toccherete liquidi biologici, aghi, taglienti, non entrerete in Isozimmer, non farete più Spaetdienst, Wochenendendienst, Nachtdienst. Non vi avvicinerete a un tavolo operatorio e sarete obbligate a fare le pause. In pratica passerete tanti bei mesi a chiedere ai colleghi “per favore per favore fai il prelievo a tizio?” e scriverete tantissime bellissime lettere di dimissione e passerete settimane con i sensi di colpa che i vostri colleghi devono coprire anche i vostri turni.
  • Opzione B: ogni clinica è un mondo a sé e quindi potrebbe essere che il vostro Chef con il medico del lavoro vi impongano il Beschaeftigungsverbot, ovvero dal momento in cui voi porterete il bel certificato il capo vi lascerà a casa.
  • Opzione C: il ginecologo vi può imporre il totale divieto di lavoro, cui il vostro datore di lavoro non si può sottrarre, oppure vi imporrà di lavorare solo un tot di ore a settimana, per esempio riducendo al 60% per motivi medici (stanchezza, nausee ecc).

 

Se siete fortunate di rientrare nella opzione A, allora continuerete a lavorare e ad accumulare esperienza in sicurezza per voi e per il vostro alieno.

Se rientrate nella opzione B o C, una delle prime preoccupazioni è se cambierà il vostro salario base-> NO! Se siete completamente interdette dal lavoro continuerete a riceve il vostro stipendio dalla clinica (il capo si farà rimborsare il vostro stipendio dalla vostra assicurazione sanitaria, ma è un suo problema, non vostro), se siete interdette parzialmente riceverete comunque il vostro stipendio e come sopra la clinica vi darà l’intero stipendio e starà a loro farsi rimborsare dalla vostra Krankenkasse.

 Se siete interdette dal lavoro non siete in malattia, quindi potrete viaggiare, fare corsi di nuoto yoga pittura così come corsi di aggiornamento. L’ interdizione è legata “solo” allo status di gravida. Io per esempio ho lavorato tutti i primi tre mesi pur avendo avuto due minacce d’ aborto, alla terza il mio capo mi ha detto che se non mi facevo interdire dalla ginecologa mi interdiva lui. Alla fine mi ha dato un giorno per pensarci e dopo averne parlato con mio marito mi sono fatta interdire dal mio capo. In questo caso la mia ginecologa è una molto dura e quindi lei stessa non era d’accordo con la mia interdizione e per questo il mio capo si è preso la briga di fare tutto lui.

3) La maternità inizia sei settimane prima del termine previsto del parto e finisce 8 settimane dopo (se aspettate gemelli o avete un parto prematuro 12 settimane dopo il parto). Anche durante la maternità ricevete lo stipendio base normale.

Una volta nato il cucciolo di uomo voi e il vostro compagno/a potrete fare la richiesta della genitorialità (Elternzeit). Ci sono svariati siti che lo spiegano, io ho chiamato direttamente e mi sono fatta fare una Beratung telefonica per me e per mio marito. Alla fine siamo ancora indecisi ma abbiamo un piano a, b e c in cui entrambi avremo i mesi ripartiti.

Asilo

Se siete in un paesino come in una grossa città una grande preoccupazione diverrà il trovare l’asilo giusto e scoprire quando mandarci il/la bimb*. Sembra strano che vi dobbiate preoccupare dell’asilo quando siete ancora incinte? Ebbene, se volete continuare a specializzarvi e più o meno indicativamente avete una mezza idea di quanti mesi vorreste stare a casa allora vi conviene iniziare già a cercare. Tutte le mie colleghe e amiche tedesche hanno iniziato a cercare quando l’alieno non era ancora nato, e soprattutto mi hanno consigliato di non chiamare ma di recarmi proprio agli asili e riempire le carte proprio là. Altra cosa, visto che tra me e mio marito facciamo circa 900000 lordi annui, allo sportello per i cittadini mi hanno già detto di “lasciar perdere” di avere un posto in un asilo statale perché il nostro lordo è alto, ma tentar non nuoce.

Weiterbildung

Mi è venuto il magone ad appendere il camice al chiodo, anche se temporaneamente, ma per motivi superiori (o meglio motivi di inquilini inferiori) non ho potuto far diversamente. La mia clinica mi ha “congelato” il mio posto di lavoro così come il mio Logbuch e tutti questi mesi che avrei dovuto fare presso di loro, avendo io un contratto a tempo determinato, mi verranno attaccati in coda quando tornerò dall’Elternzeit. La mia clinica offre questa opzione e io ne sono molto grata. Per chi avesse un contratto a tempo indeterminato, il problema non si pone.

 E i papà?

Beh i papà non si devono fare le mille pippe mentali della interdizione da lavoro ma hanno dei diritti/doveri anche loro! Per esempio l’Elternzeit si può richiedere solo nel momento in cui nasce il/la bimb* ma per non far trovare impreparati tutti potete fare come ha fatto mio marito. Si è fatto una copia del mio certificato di gravidanza e l’ha mostrato al suo datore di lavoro e già ha vagliato con lui le svariate opzioni di sostituzione/part time/ home office/Elternzeit di 2-3 mesi. Fortuna vuole che lui non sia un medico. Se siete specializzandi e volete stare affianco alle vostre compagne allora potete fare la richiesta dell’Elternzeit o dell’Elternzeit plus. Entrambe le opzioni sono fattibili e con l’Elternzeit plus potete continuare a lavorare ma part time fino a 30 ore a settimana. Visto che vostro/a figli* potrebbe decidere di venire al mondo un po’ prima o un po’ dopo, non giocatevi tutte le ferie prima del termine del parto. In alcuni contratti per esempio sono concessi 3 gg di Sonderurlaub ma in altri solo un giorno o zero proprio!

Siti utili:

 

A proposito di “costi” se qualcuno non lo sapesse in Germania esiste il Kindergeld, ovvero lo Stato per ogni figlio vi darà un contributo, indifferentemente se siete il super top Chefarzt o se vivete con la Hartz IV. Ovviamente anche per il Kindergeld esiste un Formular da compilare, sennò non saremmo in Germania!

Non so se questo post sarà stato utile a qualcuno/a ora e right now ma io ci ho messo un po’ ad accumulare le informazioni riguardanti i miei diritti come medico e come futura mamma, così come mio marito come futuro papà. La Germania ci sta offrendo qualcosa che in Italia con qualche difficoltà anche avremmo potuto avere, al momento però continuiamo a far crescere le radici qui, poi un giorno post specializzazione chissà.

Gea

P.s. G.M. Una copia della guida in Pdf è reperibile nella sezione “Grimorio” del sito.

Specializzazione in Germania: il percorso di Pegasus

Il pomeriggio di Pasqua ho ricevuto un’email con allegato un racconto. È la storia di Pegasus, un collega che ha iniziato da poco la specializzazione in Germania.

 

9389455595_733fad037f_k

 

Vorrei raccontarvi della mia esperienza in Germania, sperando che possa chiarire le idee e soprattutto dare motivazione a chi, come me e tanti altri, ha deciso di lasciare il Bel Paese per specializzarsi nella terra di Goethe & Co.

Ho completato il percorso universitario nell’ottobre del 2016.
Dopo due giorni dalla discussione, ebbi l’occasione di partecipare ad un congresso a Roma.
Fu proprio allora che conobbi il Prof. Ares (nome di fantasia), primario ITALIANO di un reparto in Germania. Ebbi modo di raccontargli della mia volontà di volermi specializzare in Germania e che, sebbene la lingua fosse un ostacolo non proprio facile da superare, la motivazione era dalla mia parte. Lui propose di visitare l’ospedale e il reparto appena possibile e così feci (gennaio 2017).
Restammo che avrei cominciato a lavorare non appena presa l’Approbation.

Nel marzo del 2017, subito dopo l’abilitazione, decisi di trasferirmi in Germania con un livello di lingua A1.1. Praticamente dicevo solo “Hallo”. Il primo mese è stato difficilissimo: non capivo nulla, in classe eravamo mal seguiti e mi sentivo veramente solo, nonostante sia stato durante l’università uno studente fuori sede.

Per fortuna, la mia fidanzata è tedesca e abitava 200 km da me. Nonostante la relazione fosse da poco nata, le chiesi se potevo vivere da lei in modo da imparare “più dolcemente” la lingua.
Ad aprile ho cambiato città e prendevo lezioni con un’insegnate privata.
Grazie a Rike potevo parlare con tutta calma tedesco e avevo sempre una dolce persona pronta a correggermi e migliorarmi. I suoi amici, alcuni medici ed ora grandi amici, si sono dimostrati molto sensibili e disponibili ad aiutarmi. Ebbi così occasione di parlare tedesco senza interruzione e con persone davvero pazienti.
A maggio sono restato a casa per un grave lutto e ho reputato giusto fermarmi circa 25 giorni.
A giugno sono ritornato in Germania e per rompere definitivamente il ghiaccio, ho iniziato a lavorare come cameriere.
Questo forse è stato il primo vero step per il miglioramento del mio tedesco.
Con gli amici avevo tanto tempo per riflettere su come costruire la frase.
A lavoro dovevo sforzarmi di essere più fluido.
In tutto questo ero sempre in contatto con il Prof. Ares, il quale mi diceva di star tranquillo e rassicurandomi sul mio posto in ospedale.

Ad agosto, complice il bel tempo e un contratto di lavoro per Rike, ci trasferiamo nella città in cui avrei lavorato. Sembrava tutto perfetto: Rike aveva un lavoro, avevamo una bella casa e il mio tedesco migliorava sempre più.

A settembre sostengo l’esame di B2 e nello stesso giorno il Prof. Ares si licenzia senza dirmi nulla.
Ad ottobre, infatti, iniziando l’Hospitation apprendo la notizia dagli specializzandi.
Insieme a lui anche il mio posto di lavoro era andato a farsi benedire. Ero a terra mentalmente e il risultato dell’esame di lingua tardava ad arrivare. La mia famiglia faceva pressione per ritornare in Italia.

A fine ottobre so di aver superato il B2 e decido di inviare i documenti per sostenere il Fachsprachpruefung. Da novembre a gennaio 2018 non ottengo nessun tipo di informazione in merito a quando avrei sostenuto l’esame. Mi rivolsi all’ufficio preposto e ricevetti solo risposte vaghe e imprecise. Preso dalla famigerata “rottura di…gonadi” decido di ritirare i documenti dal Brandenburg e rivolgermi ad un altro Land.

La nuova trafila per l’Approbation cominciò a metà febbraio 2018 e in un solo mese ottengo l’Approbation.  Nel frattempo avevo sostenuto 3 colloqui di lavoro e tutti con successo.
Avevo ricevuto un posto in due Università e in un ospedale, dove poi ho accettato.

Non sto qui a spiegarvi i motivi della mia scelta perché non voglio influenzare le vostre.

Insomma, il percorso non è stato semplice e senza il supporto di amici conosciuti grazie al gruppo Facebook e soprattutto di Rike, sarebbe stato psicologicamente distruttivo.
Tante e tante volte avrei voluto mollare, ma il pensiero di lasciare Rike e i miei sogni, trasformava la mia disperazione in motivazione.

Ora sono contento, la parte “noiosa” è vorbei e ad aprile comincerò finalmente il percorso di specializzazione.

Ho deciso di voler condividere la mia esperienza per cercare di dare motivazione a chi si trova nel percorso o a chi lo vuole intraprendere. Non è semplice, ci saranno ostacoli e difficoltà.
Col tempo imparerete a gestire le emozioni e ad andare avanti, ma la malinconia a volte – almeno per me –  bussa ancora alla porta. Diventare uomini (o donne) passa anche da questi percorsi.
L’importante è sapere cosa si vuole e come lo si vuole.

Un unico consiglio: quando avete dubbi o vi sentite giù, chiedete. Io ho sempre trovato persone gentili pronte ad aiutarmi.

Fate ciò che vi rende veramente felici.

In bocca al lupo, a voi e a me.

Pegasus

Le mie Pasque

Il periodo a cavallo di Pasqua, cioè il lasso di tempo fra marzo e aprile per intenderci, è sempre stato per me un insieme di eventi topici che si sovrappongono l’uno all’altro.

SEMPRE!

Quest’anno, come la volta scorsa, passerò la Pasqua a Cracovia assieme a mio fratello.

Finalmente i miei si godranno una festività in pace a casa, senza cazzeggio molesto né LEGO in giro per la casa!

Nel frattempo dovrei poi:

–        Cercare una nuova casa nella cittadina in cui andrò ad abitare;

–        Fare una lista dei mobili da tenere, da vendere o da buttare;

–        Inviare i documenti ai vari organi competenti per avvisarli del nuovo lavoro (ordine tedesco, ENPAM tedesca, Cassa mutua);

–        disdetta dell’attuale casa (in Germania va fatta per iscritto e deve essere motivata);

–        altri documenti da inviare alla segreteria dell’ospedale, uno fra tutti quello riguardante i vaccini che ho fatto e che dovrei eventualmente fare.

Tale ultimo punto e il messaggio di un vecchio amico mi ha fatto tornare in mente un periodo simile a questo.

Come ogni Giovedì Santo, infatti, l’ex Coinquilino Musicista mi ha fatto gli auguri di Buone Feste e mi ha ricordato, come sempre, il lieto evento che in questo periodo colpì noi di via D’Alessi …l’epidemia (Santa) di “Varicella Barocca”!

27842029773_4ec8eed6f9_k

Luogo: Palermo.

Interno notte.

Domenica

Anni fa, il suddetto vecchio amico era ritornato a casa dopo l’ennesima supplenza che aveva fatto “dove il Signore ha perso le scarpe” (ormai potete immaginare da soli il significato di tale locuzione J ).

Io venivo da un mese in cui:

–        mi ero già tolto una materia pesante e mi avvicinavo alla sessione pasquale straordinaria. Dovevo per forza di cose togliermi di mezzo due esami.

–        Avevo già chiesto la tesi e il mio prof premeva per avere prima possibile una bozza.

–        C’era stata un’alluvione a casa (!) causa breccia aperta sopra la cucina dalla pioggia abbondante (!!!).

Io avrei dovuto sostenere l’esame il lunedì e il Musicista, verso le 5 del mattino, mi chiamò per avere da me un po’ di tachipirina.

“Io non ne uso, sono contro qualsiasi farmaco! Ma questa volta farò un’eccezione.” (!)

Lunedì

Naturalmente non riuscii a riaddormentarmi.

Mi lavai, feci un ultimo ripasso e andai al policlinico.

Per fortuna ero scivolato al giorno successivo ma avevo deciso di seguire l’appello.

Arrivai casa nel tardo pomeriggio.

Il Concertista, ritornato dalle prove di uno spettacolo che si sarebbe tenuto il giovedì successivo, era seduto semi-distrutto su una sedia.

Io: “Come ti senti?”

Lui: “Così così. Sta tachipirina comunque non serve a niente!”

“Quante pastiglie da 500mg ti sei preso?” gli chiedo.

“Con quella dopo cena…sono sei.”

Io: “Guarda che più di 3 grammi al giorno non ne puoi prendere! Comunque ti consiglierei di farti vedere da qualcuno”.

“Non serve. Una dormita e tutto passa!”.

Martedì

L’esame era andato molto bene.

Dopo essere tornato dal policlinico, trovai il Musicista a letto.

All’ora di cena si era palesato, mostrando un’aria malaticcia e gli inequivocabili puntini rossi.

Lui imperterrito: “Sto bene, è solo stress. Mi metto una pomata all’aloe vera”. (!)

Mercoledì

Avevo cominciato subito il ripasso per la materia post-pasquale: la temibile farmacologia. Contemporaneamente avevo messo mano alla “bozza della bozza” della tesi da consegnare il giorno dopo.

Verso sera, era ritornato il Violinista Puntinato (devo variare, non posso sempre chiamarlo Musicista, è limitante! N.d.G.M.).

Ormai era conclamato: era varicella.

Io e mio fratello lo avevamo costretto a denudarsi per fargli rendere conto in che condizioni si trovava.

Naturalmente da parte nostra avevamo evocato tutti i santi del Paradiso:

“DEVO DARE DELLE MATERIE! E DOMANI HO DA CONSEGNARE LA BOZZAA!”

“HO UN PROGETTO DA CONSEGNARE DOPO PASQUAAA!!!”

Nonostante ciò l’Orchestrale aveva deciso di suonare lo stesso quella sera e, in più, aveva preannunciato che il Venerdì Santo avrebbe fatto lezione ai suoi due pupilli, Pena e Panico!

I Santi scesero di nuovo dal cielo.

Unica nota positiva: il Coinquilino Giapponese, da qui in poi chiamato “Cuoco-sensei”, era ritornato in madrepatria a bordo del suo Mazinga.

Giovedì

Ero riuscito a completare la benedetta bozza in tempo! Ero prossimo ad andarmene quando il Violista, ormai somigliante ad un melograno, mi supplicò di accompagnarlo da un medico.

Fra insulti a mezza bocca e incoraggiamenti vari, riuscii a sbolognarlo ad uno specialista vicino al luogo del mio appuntamento.

Al ritorno, quando sono andato a riprenderlo, il Musicante quasi sussurrando fece:

“Ho la varicella. Oggi torno a casa.”

Io: “Ah. E la lezione di venerdì?”

“L’ho annullata”.

“Lo vedi? Nemmeno Dio lo voleva.”

Lui: “…”

Il Coinquilino sarebbe ritornato quella sera a casa sua, avvolto da una sindone per non farsi trattare da untore seriale.

Sarebbe rimasto a casa per le successive quattro settimane.

lazzaretto

Lazzaretto, Casa del Coinquilino Musicista

Ovviamente “se Atene piange, Sparta non ride”: subito dopo l’esame di farmacologia, andato molto bene, ero anch’io coperto di punti rossi.

Sembravo la Pimpa.

L’unico che riuscì a salvarsi fu mio fratello che aveva seguito una (doppia) profilassi antivirale, la quale era stata testata in India ed i risultati erano pubblicati su una rivista scientifica cinese di un’università russa (!).

Ad oggi è ancora vivo.

Almeno credo.

Appena lo vedo vi farò sapere.

Buona Pasqua a tutti!

Gian Marco

Top Three dei miei colloqui di lavoro

Nell’articolo precedente vi avevo accennato come in questo periodo io stia facendo dei colloqui di lavoro in vari ospedali per poter continuare questa benedetta specializzazione.

Breve sinossi:

La specializzazione medica in Germania è delegata alle singole aziende ospedaliere, le quali sono “abilitate” a fornire un certo numero di anni in diverse branche mediche. Alcuni dispongono di tutta la specializzazione completa, altri solo di alcuni mesi.

Sull’argomento colloqui di lavoro avevo già parlato in precedenza (vi allego il link del post in questione: Colloquio di lavoro).

Spinto dall’iniziativa di un collega, questa volta vorrei raccontare i tre colloqui più assurdi che mi siano capitati finora.

Naturalmente scriverò delle interviste più raccontabili e “credibili”, ce ne sono certuni che superano l’immaginazione.

Blade_runner_Roy_

Come in una vera classifica partirò dalla posizione numero 3:

Gian Marco e il primario del medico “scomparso”.

Era un normale venerdì sera tedesco, molto freddo e molto buio. Mentre ero di fronte al Pc per la normale routine serale improvvisamente è squillato il telefono.

Prefisso di un Land dell’Est, numero sconosciuto.

Rispondo: “Rizzuti, hallo!”

Dall’altro capo del telefono sento una voce dall’oltre tomba: “Buona sera. Sono Herr Dr. Sempronen, primario della Klinik Tal-dei-Quali, provincia di Viterben. Ho letto il suo CV, sarei molto interessato ad assumerla”.

Sono felice, ma rispondo con voce ferma e professionale: “Va bene, perfetto. Avrei intenzione di iniziare il primo possibile”.

“Ah benissimo! Sarebbe disposto ad incominciare, che ne so, lunedì…prossimo?”.

In quel momento ho pensato di non aver capito bene, ma poi lui ha continuato: “sa com’è, c’è molto lavoro, un collega siriano è scappato (!) l’altro giorno, lo avevamo allevato come un figlio ma diceva da tempo che aveva avuto problemi di stress e la moglie era fuggita portandosi anche il figlio…fatto sta che se n’è andato e io mi sono rimesso a fare i turni di notte. Si sente che lei è molto preparato (!!) e che parla benissimo il tedesco. Allora, viene?”.

Io, fra lo sbalordito e il perplesso, ho detto: “comprendo che lei sia in difficoltà, ma deve ammettere che il preavviso è un tantino breve, inoltre non saprei dove dormire”.

Lui: “guardi, per quello non c’è problema, può affittare una stanza…nel paese più vicino”. Le ultime 4 parole le ha praticamente sussurrate.

“Quanto vicino?” ho chiesto.

“Non è tanto lontano, circa un’ora e mezza di auto”.

Io: “…”.

“…ma l’asfalto delle nostre strade è stupendo, glielo assicuro!!!”.

Mi sono congedato dicendogli che gli avrei fatto sapere entro l’indomani. Era chiaro che cercava qualcuno disperato tanto quanto lui che lo potesse raggiungere in quella zona dimenticata da Dio. Di conseguenza ho rinunciato all’offerta.

*

In seconda posizione troviamo un’altra storia che ha del paranormale, “l’ultima risonanza a Maccarèsen”.

Questa fa parte della mia prima collezione di colloqui, che per motivi di documentazione ero stato costretto a sostenere solamente nella regione del Bayern, il Land dove si trovano Monaco e Norimberga per intenderci.

Fra i vari paesi che ho visitato c’è Maccarèsen (nome di fantasia), paesino a due ore da Praga.

Giunto lì, dopo 9 ore di treno e 6 cambi, mi sono reso subito conto di una cosa: non c’era campo. Il telefono non prendeva. Ma niente, zero, null!

Il terrore di essere completamente isolato cominciava a farsi largo dentro di me. In più avvertivo una strana sensazione.

Dopo aver passato un bel po’ di tempo a chiedere in giro in mezzo alla neve e al buio – Google Maps non funzionava – sono riuscito a trovare finalmente l’ostello in cui avrei alloggiato.

Arrivato in camera mi sono addormentato di botto.

La mattina successiva mi sono svegliato con una bella sorpresa: uno splendido paesaggio innevato! Solo dopo mi sono accorto che la neve aveva ricoperto tutta la zona e che i mezzi pubblici (taxi compresi) erano stati momentaneamente interrotti.

12276936_1709302719282831_12471017_n

uno scorcio paesaggistico della ridente Maccarèsen

Fortunatamente il proprietario dell’ostello mi ha accompagnato gentilmente con la sua auto alla sede del colloquio. Aveva insistito per rimanere ad aspettarmi per potermi dare un passaggio al ritorno. Chi ha detto che i tedeschi sono freddi?

Comunque durante il tragitto in auto, ho osservato finalmente il villaggio alla luce del giorno e ho avuto la risposta a quella strana sensazione della sera prima.

Sapevo a cosa somigliava quel paesino: era la versione tedesca di Twin Peaks!

Per chi non lo sapesse: Twin Peaks è una cittadina immaginaria, luogo delle vicende della omonima serie tv anni ’90. Caratteristiche principali di questo telefilm: un macabro omicidio di una giovane donna, la domanda-tormentone “chi ha ucciso Laura Palmer?” e il fatto che tutti, dal padre di Laura all’ultimo dei cespugli, avevano un movente ed erano sotto accusa per questo delitto. Non c’era sicuramente un’aria da villaggio Alpitour.

Ecco, questa è stata l’impressione che ho avuto a caldo.

Vabbè, sto esagerando un pochino per rendere più appassionante il racconto. In realtà sono stati tutti molto calorosi e il colloquio si è svolto nella maniera più tranquilla e informale in assoluto, come è sempre accaduto.

C’era solo un però.

Non avrei dovuto lavorare lì, ma a Caltanissetten (altro nome di fantasia), un paesino-ino-ino ancor più in alto Maccarèsen, quasi oltre le nuvole!

Alla mia domanda “Ma qui non siamo già in montagna?” la risposta è stata “qua ci troviamo ad appena 450 m sul livello del mare”. Aveva ragione, ma “l’effetto Twin Peaks” e i 15 metri di neve mi avevano disorientato.

Ho ringraziato per l’opportunità, ho salutato e me ne sono andato.

Due giorni dopo avrei firmato un contratto con un altro ospedale. Sono stato sinceramente rincuorato dal fatto che non sarei finito come la povera Laura Palmer!

Si sono fatti sentire molto più in là asserendo che avevano preferito assumere uno specializzando della zona. Almeno così mi hanno scritto.

Fatto sta che ho tuttora un Google Alerts col nome dell’ospedale e vengo ancora automaticamente avvertito dei vari aggiornamenti.

Cercano ancora oggi il potenziale Assistenzarzt. O forse la potenziale vittima.

Ah, quasi dimenticavo!

La “risonanza” del titolo della storia si riferisce al galattico scanner per la risonanza magnetica in dotazione a questo ospedale, uno dei primi in Baviera ad adoperare un sistema a 7 Tesla (normalmente arrivano fino a 2 Tesla). Durante l’intervista lo citavano spesso e avevano più che ragione a vantarsi.

*

Siamo arrivati finalmente al primo posto della mia speciale classifica.

In primissima posizione…

(rullo di tamburi)

è…la famigerata intervista del nodo alla Messner!

6094998062_d4fe29670e_b

Sotto gentile consiglio di un collega, ho pure fatto domanda in una clinica religiosa in Vestfalia.

Era una branca chirurgica molto ambita – non cercavano uno specializzando ortopedico – ma dato che c’era effettiva carenza sono stato invitato quasi subito per un colloquio.

Dato che ero sbalordito per l’improvvisa chiamata, ho chiesto un po’ in giro per capire come fosse effettivamente la situazione in quel reparto.

Causa tagli al personale e dimissioni improvvise, lo Chef era sotto organico in maniera seria e cercava urgentemente qualcuno da assumere. Essendo un ospedale religioso, i reparti sono sempre con la cinghia ben stretta e il direttore sanitario voleva spendere il meno possibile.

Avevo già discusso sia col collega che col primario per il posto in questione ed ero sempre stato diretto con le domande.

Avevo capito che tipo fosse lo Chef – sotto molti punti di vista era molto “italiano” –  potevo permettermi perciò un certo tipo di atteggiamento.

La prima cosa che mi ha colpito era il giorno e l’ora dell’incontro: domenica mattina alle 9. Perché? Perché gli altri giorni lavorava, il sabato giocava il campionato tedesco e la domenica pomeriggio aveva intenzione di vedersi la Serie A!

Secondo: il colloquio si è tenuto di fronte a due Oberaerzte e ad uno specializzando. Un bel plotone di esecuzione!

In ogni caso, come sempre, mi hanno messo a mio agio e ho risposto alle varie domande che mi hanno posto.

Finché non è arrivata la fatidica domanda:

“Conosce il nodo alla Messner? Lei è italiano, terra di alpinisti, dovrebbe conoscerlo sicuramente”.

Si riferiva probabilmente a Reinhold Messner, alpinista di Brunico. Io lo conoscevo solo per la famosa pubblicità di una nota marca d’acqua. Non sapevo avesse dato un suo nome ad un nodo!

2574680685_41c1910062_o

In merito alle montagne, io e Reinhold la pensiamo allo stesso modo!

Io: “provengo dalla Sicilia, terra di sole e di mare. Ho più destrezza con i nodi da marinaio!”. La butto sull’ironia.

Chef: “Ah ah ah! Fa lo stesso, non si preoccupi. Si tolga la giacca e venga qui”.

Ci svestiamo entrambi, ci alziamo e nello stesso momento uno dei due giovani vice primari estrae una fune (!) da un cassetto. Costui, tenendo un capo per sé, porge l’altra estremità al primario.

Mi viene mostrato questo famigerato nodo (potete vederlo a questo link: video nodo).

Cosa dovevo fare:

  • Effettuare la legatura dopo averla vista una volta.
  • Spiegarlo al capo.
  • Farla svolgere proprio a lui seguendo le mie istruzioni in tedesco.

Bene o male, riesco a farcela.

Va bene, per sbaglio la prima cosa che mi riesce è un altro tipo di nodo ad occhiello – si chiamano così – ma al secondo tentativo riesco nell’impresa.

Subito dopo questo esercizio, mi chiede di scrivere una Operationsbericht, cioè la descrizione di un’operazione chirurgica.

Ne ho fatte tante, non sarebbe stato un problema. Il punto è un altro.

Dovevo redigere un resoconto di un intervento chirurgico in un ambito a me sconosciuto! Ho un’infarinatura di base su come si svolgono una buona parte di operazioni in sala operatoria, ma non so come si effettuano passo passo tutti gli interventi di tutti gli ambiti!

Comunque non mi perdo d’animo.

Il professore mi lascia il suo pc e mi dice che ho a disposizione tutto il tempo che voglio.

Dopo che è uscito dalla stanza, ho notato che a lato dello schermo vi era una dispensina con tutta una serie di operazioni chirurgiche fatte in quel reparto.

Cosa dico sempre? Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo.

Ho copiato perciò l’impostazione della relazione da una di quelle del fascicoletto, ho scritto tutto quello che sapevo sull’ operazione in questione e ho aggiunto una piccola chicca. Alla voce “anestesista di sala” scrivo Heidi Klum, nota modella tedesca. Visto il personaggio, me lo potevo permettere!

Dopo un quarto d’ora e ritornato e a chiesto di leggere la relazione.

Non appena il professore ha letto quel nome, è scoppiato in una fragorosa risata! Mi ha chiesto: “Ma come mai proprio lei?”. Ho risposto: “Mi sembra chiaro: dopo tutto quel tempo in sala operatoria ogni tanto vorrei alzare la testa e vedere qualcosa di bello!”. Ha continuato a ridere di gusto.

L’intervista è finita subito dopo.

Si è fatto sentire dopo un paio di settimane, dicendomi che avrebbe assunto un giovane collega siriano senza esperienza a causa del fatto che le aziende tedesche hanno dei forti sgravi fiscali nel caso in cui si decida di assumere personale proveniente da “zone di guerra”, o dove per lo meno ci sia un conflitto.

Mi ha detto però che avevo fatto un’ottima impressione con tutti e che avrebbe tenuto il mio cv da parte.

Mi scrive comunque tutt’ora. È interessato alle vicende calcistiche del Palermo!

Questa è la mia personale classifica. È ovvio che in mezzo a questi colloqui fuori dall’ordinario ci sono stati anche molte interviste abbastanza normali. Come sapete, però, non si sa mai cosa ci aspetta dietro l’angolo.

Il prossimo obiettivo? Redigere una vera e propria Top Ten!

Gian Marco

Stato dell’arte e letture formative

In questi giorni sto inviando CV a tutto spiano per trovare l’ennesimo ospedale in cui si spera di poter continuare e completare la specializzazione.

Già l’anno scorso avevo fatto dei Vorstellungsgespräche, ma mi avevano offerto posti nella pampa più desolata.

Aspetto nel frattempo anche altre risposte e sono fiducioso di riuscire a trovare un posto sicuro.

6203800431_fb0ef07dc3_o

In questo periodo sono spesso stato su internet a leggere articoli di blog che avevo trascurato a causa dei vari impegni.

Negli anni universitari sono diventato un avido lettore di blog, principalmente di quello del mio Bruder e dei suoi amici.

I blog che mi hanno fatto da riferimento sono i seguenti:

è stato il primo diario on line di mio fratello. Come dice il nome, il sito era davvero uno Zibaldone delle sue esperienze di vita. Sono narrate anche alcuni episodi accaduti nel mitico Pensionato di via D’Alessi. Al solo ricordo ho i brividi.

Ha aperto anche tanti altri siti, qui di seguito riporto i più significativi:

http://www.firriando.it/ e https://nicolarizzuti.blogspot.it/p/mizar-chess-engine.html . Come potete osservare, anche lui ha diversi interessi: spazia dalla A di “Arancina” alla zeta degli “ZZ Top” o della “Zollinger-Allison Syndrome” (in un momento di penuria narrativa, si lesse tutto l’Unigastro).

Devo ringraziare molto mio fratello. Io e i miei cugini siamo stati “iniziati” al mondo informatico proprio grazie a lui e ai lunghi e caldi pomeriggi estivi passati al Commodore 64.

scoperti da me in un momento di comune scazzo post-esame universitario, raccontano le vicende di un ragazzo che, dopo essersi laureato in Ingegneria ed aver lavorato per diversi anni, decide di iscriversi “in tarda età” a Medicina, sua passione da sempre. Adesso è specializzando in Medicina d’emergenza – urgenza. Scrive benissimo ed è ultra-interessante.

è il blog del dott. Giancarlo Addonisio, radiologo e creatore della celeberrima “Guida minima alla sopravvivenza per lo specializzando in Radiologia”, che potere trovare qui (link). Pieno di riflessioni sulla e intorno alla professione medica. Merita, davvero.

Ultimamente sto seguendo anche i diari del collega Andrea Gazzella, https://barcielonda.wordpress.com , che racconta le sue vicende e peripezie come giovane medico nella terra di Albione, e di “Aidi”, https://quellochenon.wordpress.com/ , anche lei una dottoressa espatriata.

2053272324_5a04e329fd_b

Capite quindi che il passaggio da semplice lettore di blog a vero e proprio blogger è stato veramente breve.

Se devo essere sincero, non era un mondo che mi apparteneva, quello della scrittura. Oltre ad avere una pessima calligrafia, ho sempre avuto delle difficoltà a sapermi esprimere in forma scritta, dai temini delle elementari fino al saggio breve della maturità.

In più, ho cominciato seriamente ad approcciarmi ad internet solo quando sono entrato a Medicina, più per necessità che per divertimento.

Dopo aver letto “Io uccido” di Giorgio Faletti e della sua origine narrativa – l’autore non stava attraversando un periodo felice e spinto dallo psicanalista decise di “scriversi un thriller” poiché insoddisfatto da quello che leggeva in giro – ho avuto l’impulso di elaborare e scrivere i primi appunti e dispense. Da lì nacquero i miei primi “grimori universitari”.

Per ora sto rileggendo “L’ABC del metodo clinico” del prof. Rugarli, “Giocare e vincere a poker” di Dario De Toffoli e “Total Competition” di Adam Parr. Il primo è un ottimo libriccino che spiega le basi logiche dell’esame clinico; degli altri due, nonostante parlino uno di poker e l’altro di Formula 1, mi interessa l’approfondimento tattico e strategico, essenziale nell’ambito della formazione medica e nella vita di tutti i giorni a mio modo di vedere.

Se avete suggerimenti per libri o saggi, commentate sotto bitte!

A presto

Gian Marco

Buoni propositi per l’anno nuovo

Mentre lo scorso anno ero rimasto in Germania sia a Natale che a Capodanno, quest’anno sono riuscito a tornare a casa e a riabbracciare la mia famiglia.

Tra feste, festini, ritrovi e visite (fatte e ricevute) riesco finalmente a trovare un momento per scrivere qualcosa.

berlin

Non ho mai fatto una “to-do list” per il nuovo anno, ma per questa volta farò un’eccezione, dato che il 2017 ha avuto in serbo diverse sorprese, sia positive che negative.

Cosa vorrei fare nel 2018:

  • pensare molto di più alla mia salute, serenità e felicità;
  • continuare a scrivere e riuscire a finalmente a pubblicare alcune parti del Grimorio;
  • viaggiare.

Cosa NON vorrei fare nel 2018:

  • farmi condizionare da persone negative;
  • soffrire troppo di solitudine;
  • Dormire troppo poco.

Buon anno a tutti!

 

Gian Marco

 

 

P.s. ho aggiornato la pagina “Grimorio”, ci sono dei link interessanti 🙂

 

L’angolo della posta – la Germania non è l’El Dorado: la storia di Light

Riporto la email del mio collega Light (nome di fantasia) e la mia relativa risposta che contiene un tema che è più o meno all’ordine del giorno: la vita dello specializzando italiano all’estero.

posta

Piccolo prologo: Light è un giovane collega che mi ha contattato privatamente quasi un anno e mezzo fa. Prima di affrontare questa avventura ha studiato tedesco per più di due anni e durante il corso di laurea ha fatto un anno di Erasmus in un’università della Vestfalia. Prima di partire aveva già tentato una volta il test nazionale per le specializzazioni mediche. In Germania era specializzando in cardiologia.

Lettera di Light:

Ciao Gian Marco, l’ultimo messaggio che ti ho mandato risale ormai a marzo, ma non sapevo come e cosa scriverti perché mi vergognavo un po’: all’inizio di agosto sono tornato in Italia e dopo tutti i consigli e l’aiuto che mi hai dato mi sentivo malissimo a dirti cosa avevo deciso di fare. In pratica fino all’inizio di aprile le cose andavano abbastanza bene, ma (me ne sono reso conto a posteriori) il motivo era che non mi avevano ancora dato tutti e dodici i letti che avrei avuto a regime. Quando invece a Pasqua sono arrivato ad avere i miei dodici pazienti gli orari sono diventati per me ingestibili: dovevo arrivare la mattina massimo alle 7:00 (so che tu devi arrivare anche prima), a pranzo non avevo tempo per mangiare nulla e la sera non finivo MAI prima delle 22:30 (in genere almeno un paio di volte la settimana finivo verso mezzanotte). Tornavo a casa, mangiavo qualcosa e andavo direttamente a letto. Avevo davvero tanto da fare, dovevo dimettere sempre almeno 5 pazienti al giorno (sono arrivato a dimetterne anche nove) e il primario voleva delle lettere di dimissione perfette e complete e quando non avevamo qualche informazione dovevo telefonare al medico di base del paziente in questione o anche negli altri ospedali per farmi mandare via fax le lettere di dimissione dei ricoveri precedenti. A luglio ho cominciato a fare le guardie nei weekend e mi hanno detto, quando ho chiesto quando avrei potuto fare qualche giorno di ferie, che avrei potuto prendermi tre giorni a novembre, ma che poi era tutto pieno fino al 2017. Tra maggio e giugno avevo perso 5kg, la gente aveva cominciato a chiedermi se stavo male (il problema maggiore era in realtà che facevo solo un pasto al giorno…). Ho parlato molto con l’Oberarzt che era responsabile dei miei letti e un paio di volte col primario, ma nessuno dei due ha trovato un modo per cambiare le cose. Il 13 di luglio mi sono licenziato, ho lavorato fino ai primi di agosto e poi sono tornato in Italia. Non sapevo che altro fare, il mio corpo non reggeva più già da molte settimane.

La settimana scorsa c’è stato l’esame di specialità in Italia; quest’anno c’è una graduatoria unica per tutte le specialità e quando arrivano alla tua posizione in graduatoria puoi esprimere tre preferenze e se c’è un posto libero vieni assegnato. Ci siamo iscritti in 15000 per 6000 posti […] dovrei poter fare qualcosa, anche se quasi sicuramente non una specialità clinica perché sono già quasi tutte piene e hanno scelto solo i primi duemila in graduatoria. Sto pensando di provare a mettere qualche specialità dei servizi, forse qualcosa in cui non si debbano fare la notti e le guardie nei festivi. Sapevo che in Germania si lavorava tanto, ma 15-17 ore tutti i giorni non sono proprio riuscito a reggerle; addirittura col timore di trovare una situazione simile in Italia forse non sceglierei più delle specialità cliniche anche se fossero rimasti dei posti liberi… Più vado avanti, più ammiro il tuo percorso. Io non ce l’ho fatta e come ti dicevo non sapevo se scriverti perché mi hai aiutato tanto e mi sento “in colpa” nei tuoi confronti per aver lasciato il posto. Tuttavia volevo ringraziarti di nuovo e spero che tutto stia andando per il meglio.

Un saluto,

Light

san giuseppe teatini 2

La mia risposta:

Caro Light,

innanzitutto non c’è nulla da vergognarsi e non mi sento di biasimare la tua scelta.

Come hai potuto constatare la specializzazione in Germania è molto tosta e da Ausländer lo è ancora di più.

Non è per niente facile lavorare in maniera così usurante in un’altra lingua e ti capisco benissimo quando affermi che “mangiavi una volta al giorno”. Ci sono passato anch’io.

Io spero che ti sia ripreso e che sia di nuovo in salute. Ti auguro inoltre di trovare al più presto la serenità, sono certo che ce la farai.

In ogni caso tienimi informato sulla tua situazione.

Per qualsiasi cosa sono qui.

Un abbraccio,

Gian Marco

Questo è stato lo scambio di lettere.

Come avete letto, la vita dello specializzando in Germania è abbastanza dura.

Non ho voluto pubblicare questo scambio per scoraggiare o fare del terrorismo.

Vorrei solo invitare i colleghi che decidono di intraprendere una specializzazione all’estero a pensarci bene prima di compiere il grande passo, perché come si è visto e come vi ho sempre raccontato qui in Germania non regalano niente a nessuno.

C’è da mettere in conto anche tanti rischi, come i licenziamenti durante o alla fine del periodo di prova, contratti non prolungati, i tagli al personale con conseguenti ricollocamenti o, come in questo caso, problemi di salute vari.

Dato che molti colleghi come Light hanno investito o stanno investendo tempo, soldi, affetti ed energie per seguire i propri sogni, non vorrei che ciò che è accaduto al collega possa succedere anche agli altri.

Gian Marco

“Ante-Grimorio” o “elenco delle domande e degli argomenti del mio corso di laurea”

Capita anche a voi di rimettere a posto i file del PC?

A me succede continuamente.

Fra appunti, articoli, prenotazioni e biglietti devo fare un repulisti del desktop e delle varie cartelle almeno una volta ogni tre mesi.

In questi giorni mi è capitato fra le mani un file doc che forse a causa dei continui trasferimenti da un drive ad un altro non riuscivo ad aprire.

Dopo aver praticamente perso un pomeriggio per la riparazione, la decriptazione e il nuovo salvataggio ho avuto una graditissima sorpresa. Quel file era l’elenco delle domande che avevo raccolto durante i miei giorni a Medicina.

8241328842_26cd85b9be_k.jpg

Anni fa la facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo si avvaleva dell’ ormai mitologico forum del SISM, in cui nella sezione “cosa ti ha chiesto?” venivano catalogate le domande poste dalle diverse commissioni di esame per ciascuna materia.

Se devo essere sincero, l’obiettivo originario del mio sito era quello di illustrare i vari elementi e processi che mi hanno permesso di redigere la tesi. Fra il materiale a mia disposizione c’era anche il mio elenco delle domande, ricopiate dal forum.

Poi però diverse cose sono cambiate e alla fine ho optato per una sorta di “diario di bordo” della mia esperienza qui in Germania.

Dato che le domande sono davvero molteplici, ho deciso di riportare qui di seguito soltanto quelle di sei materie: una per anno accademico. Il resto lo metterò su un file pdf alla voce “Grimorio” del sito.

Ho fatto un semplice “copia e incolla”, perciò mi scuso in anticipo degli “orrori” ortografici che troverete.

Come vi accorgerete leggendo, il mio stile di scrittura è cambiato nel tempo! J

*

Istologia ed embriologia

Un’altra materia in meno!!!

Allora:

Pre-esame con Bonaventura:

-Fissazione (vita, morte e miracoli)

-Lisosomi

-Autolisi

-Microscopio a contrasto di fase

 

Esame sempre con Bonaventura:

-Tessuto epiteliale (generalità)

-Epitelio sensoriale

-Tessuto nervoso

-Tronco nervoso

-Spermatogenesi

-Somiti

 

Consiglio: studiate la citologia, il t. epiteliale, le ghiandole, il sangue e il t. nervoso dalle dispense che si trovano nelle varie fotocopisterie o nel sito del sism: risparmierete molto tempo e poi il prof li vuole sapere parola per parola! Il resto potete farlo tranquillamente dal libro (t. trofomeccanici, emopoiesi, t. linfoide, t. muscolare)! Naturalmente non scordatevi l’embriologia generale dal Rosati!

Non preoccupatevi: il prof. Bonaventura è un signore, vi mette a vostro agio, però vuole ragazzi preparati davanti a lui!

Datevi da fare e in bocca al lupo!!!

274628897_fb0139ff4d_o.jpg

*

Biochimica

E anche questa È andata!!!

Allora, Proff. Tesoriere e Lauricella:

– Pigmenti biliari;

– fosforilasi epatica e muscolare (qual è la più veloce delle due? Quella muscolare!);

– Ictus cerebrale e ruolo del glutammato;

– steatosi epatica: cos’è, cosa succede nell’etilista cronico

 

Consigli:

– Libro: Siliprandi, da integrare ASSOLUTAMENTE con gli appunti (il libro è completo, ma chiede cose che ha spiegato a lezione!)

– Tiene in considerazione il lavoro di gruppo!

– Cercate di andare a trovare i professori: ci tengono!!(Avevo un problema con il libretto e lui “non si ricordava di me”)

In bocca al lupo a tutti!!!

*

Fisiopatologia clinica

E finalmente è andata anche questa!

Esame di Fisiopatologia Clinica (Nuovo Ordinamento) con i prof. Pinto e Fiorentino.

Prof. Pinto:

–        Arteriopatia obliterante periferica

–        Ipertensione arteriosa

Prof. Fiorentino:

–        Ittero di interesse chirurgico

–        Ernia Iatale paraesofagea (da rotolamento)

 

Suggerimenti:

–        Appunti: sono INDISPENSABILI ED ESSENZIALI per poter affrontare questa materia in tempi ragionevoli e con ottimi risultati (io ho impiegato circa un mese). Meglio se sono vostri: da Silvana appunti di Fiorentino non ce ne stanno (“perché il prof o spiega male o non spiega” dice lei), per quanto riguarda Pinto c’è il solito malloppo da “scremare”…

–        Libri: io ho usato il Rugarli e il Dionigi (sappiate che sono recuperabili anche sul Mulo…a buon intenditor poche parole!!!). Li ho usati per capire meglio o per controllare alcuni valori che i prof davano a lezione.

–        Programma: il vero problema di questa materia. Non si capisce cosa si deve fare: si studiano quegli argomenti del suddetto malloppo perché “si è sempre fatto così”(?)!!!! quindi, in base al malloppo, alle domande che fanno agli esami e agli appunti che ho preso a lezione, ho stilato un programma di massima:

PER LA CLINICA: 1) equilibrio acido-base; 2) Omeostasi della Pressione arteriosa: shock, meccanismi regolazione della pressione arteriosa, ipertensione, tiroide (ormoni tiroidei) e paratiroidi; 3) Malattie aterosclerotiche e dei vasi: aterosclerosi, ischemia cerebrale, cardiopatia ischemica, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, AOP, IMA, ictus, arteriopatia diabetica; 4) febbre e ipertermie; 5) malattie del sangue: anemie(fare solo quelle che spiega a lezione come, ad esempio, le a. sideropeniche), emostasi; 7) sindromi metaboliche: diabete, sindrome plurimetabolica, iperlipoproteinemie; 8) vizi valvolari (quelle piÙ frequenti); 9) malattie che causano insufficienza renale, respiratoria ed epatica (a parte quelle in programma fare quelle piÙ comuni e/o frequenti);

PER LA CHIRURGICA: 1) Patologie esofagee: discinesie, esofagiti, GERD, ernia iatale; 2) ernie (soprattutto l’inguinale); 3) Patologie ano-rettali: prolasso, emorroidi, ragade, fistole; 4) Calcoli biliari e Itteri; 5) Addome acuto: occlusioni, appendiciti, emorragie digestive, peritonite; 6) Pancretiti.

–        Esame: veloce e tranquillo, l’unico che non riesce a metterti a proprio agio è Pinto, ma non lo fa apposta: è il suo modo di fare. Mandano tranquillamente, non dico a prima domanda ma a seconda domanda…o continui oppure arrivederci al prossimo appello!!!

In bocca al lupo a tutti!!!

36968098824_345c4eac2c_k.jpg

*

Patologia sistematica 2

Commissione Cammà – Siragusa:

Cammà: Chron, epatocarcinoma, sindrome epatorenale

Siragusa: anemie emolitiche coombs + e -: quali sono le differenze; leucemia prolinfocitica

 

Materia: lunga e complessa;

Libri e appunti: Craxì pretende che si studi dal Rugarli, Cammà invece vuole l’Unigastro; per ematologia basta il Castoldi + dispensa di ematologia dell’università di pavia (se googlate le precedenti parole o le scrivete sul Mulo non avrete problemi a trovarlo);

Tempistica: 2 mesi al massimo;

Note varie: Craxì è molto severo e pretende molto, anche troppo: il mio consiglio è che se non è presente all’appello, provate la materia, perché riuscireste certamente a prendervela. Se lui invece c’è, spero per voi che siate fra i primi, perché sia io che altri colleghi abbiamo notato che il prof. tende a bocciare gli ultimi ragazzi per motivi allucinanti, sembra quasi che ci tenga ad avere una “media di bocciati” per ciascun appello; Siragusa aiuta tantissimo: sa che la sua materia è ostica e aiuta a ragionare, quindi non vi preoccupate se non siete preparatissimi; Cammà(che a quest’appello ha sostituito Craxì) chiede gli argomenti in programma: tiene molto alle classificazioni e ai fattori di rischio (di ogni patologia li vuole sapere TUTTI, in ordine di frequenza!).

*

Anatomia patologica

Ora mi posso considerare mezzo medico!!!

Commissione Aragona-Rodolico:

Prof. Rodolico:

“Vuole iniziare con una patologia infiammatoria o neoplastica?”

– Tumori del testicolo (descrizione generale, poi parallelismo con i seminomi; “un paziente può avere un seminoma e un teratoma?” si, anche se classificati sembrano differenti, in realtà entrambi sono TUMORI DEL TESTICOLO!);

– Tiroiditi (sempre in generale, poi mi sono focalizzato sulla tiroidite di Hashimoto!)

– “Un paziente può avere Linfomi nella cute?” Si, perché OVUNQUE CI SIANO VASI LINFATICI, CI POSSONO ESSERE LINFOMI!”

Prof. Aragona:

– Malattia di Alzheimer (“come appare il cervello macroscopicamente?” A “gheriglio di noce”!)

 

Consigli e suggerimenti:

– Materia molto vasta, ma semplice: avere dato prima oncologia mi ha aiutato molto (i tumori rappresentano l’80% del programma!);

– Ho studiato da appunti miei + appunti di medpashare (ottimi) + Robbins per gli argomenti che non ha spiegato (sistema endocrino e emopoietico): si deve fare tutto il programma, possono chiedere qualunque cosa;

– La materia diventa semplice quando ti rendi conto che uno stesso quadro anatomo-patologico corrisponde a più malattie: alla terza settimana, infatti, ho ripetuto gli argomenti in base al quadro clinico, quindi prima tutti i tumori, poi tutte le patologie che davano infiammazioni acute, infine tutte quelle che davano infiammazioni croniche! In questa maniera basta solo ricordare la/le particolarità di ogni singola patologia;

– Infatti, in questo modo, ho impiegato 30 giorni netti => 2 settimane di ripetizione a forza bruta, 1 settimana per ripetere gli argomenti riuniti come sopra, 1 settimana, infine, per ripetere gli argomenti riuniti secondo il danno (“quali sono le patologie in cui compaiono i granulomi? TBC, Wegener, Crohn”)! Risultato eccellente!!!

– Professori tranquillissimi: il prof. Rodolico è come Zummo, basta dire le 4 cose che lui vuole sapere e poi si discute assieme a lui su tutto lo scibile umano; il prof. Aragona tiene molto alle sue lezioni, mette qualche punto in più a chi ha seguito, ma solo se lo meritano! I prof. tendono a non bocciare mai, quindi andateci preparati!

In bocca al lupo a tutti!!!

4905162041_ced33d8cae_b.jpg

*

Ortopedia, fisiatria, chirurgia plastica/Specialità medico-chirurgiche 2

EVVAI!!!! ULTIMO ESAMEEEE!

Commissione D’Arienzo – Letizia Mauro (la Cordova non c’era)

D’Arienzo: scoliosi

Letizia Mauro: spalla dolorosa, magnetoterapia

 

Materia: semplice e leggera;

Libri e appunti: per D’Arienzo ho usato il Mancini e Morlacchi (le sue lezioni e quelle degli assistenti sono prese pari pari da lì), per la Letizia ho usato gli appunti; per la Cordova vanno benissimo gli appunti + il Faga;

Tempistica: 2 settimane;

Note varie: D’Arienzo è molto tranquillo, basta attenersi a quello che ha spiegato; la Letizia è un po’ “particolare”: pretende che le si dica quello che lei ha spiegato fino all’ultima virgola, sennò comincia ad ululare; la Cordova, vedendola agli esami precedenti, è tranquillissima: chiede sempre un argomento a piacere e dopo fa una domanda sempre su quell’argomento. Nota particolare: sono velocissimi ad interrogare, in un’ora avevano già finito (eravamo una dozzina in totale)!!

Dato che questa era la mia ultima materia, mi sembra giusto ringraziare tutti coloro che hanno scritto le domande su questo forum e i ragazzi del SISM: nessun’altra facoltà IN ITALIA ha questo tipo di servizio, una delle (poche) cose buone di questa Università. Complimenti, ragazzi!!!

Grazie mille ancora e in bocca al lupo a tutti!

 

Gian Marco

Diversità…nei servizi – I trasporti

Croce e delizia di questi ultimi tempi, è la rete ferroviaria tedesca.

Scrivo “croce e delizia” perché recentemente si stanno avendo dei seri problemi di ritardo a causa del rifacimento di intere tratte ferroviarie e di stazioni.

Purtroppo anch’io ho avuto problemi in tal senso, ma la Deutsche Bahn (le ferrovie dello stato tedesco) mi ha sempre garantito più di un’alternativa oltre che un rimborso.

trasporti main

Al contrario, leggo che certi miei connazionali si lamentano a prescindere della situazione. Io mi chiedo: ma da quale parte di Italia provengono???

Come molti sapranno, io sono nato a Sciacca in provincia di Agrigento, famosa per essere l’ultima provincia d’Italia. È una zona per molta parte brulla.

Non abbiamo treni.

Non abbiamo autostrade.

Non abbiamo aeroporti.

Abbiamo però il Carnevale più antico d’Italia (!).

Per me che vengo “da giù” potete immaginare la sorpresa quando, appena arrivato in Germania, il cartello della fermata mi avvisava che in due minuti si sarebbe fermato il treno che aspettavo. La seconda sorpresa è stata che il treno è arrivato un minuto prima.

Comunque non è un caso che una delle prime cose che insegnano nei Kurs di tedesco sono i vari tipi di treno.

Ce ne sono un’infinità, ciascuno con la propria specifica funzione.

Premetto già da adesso che non voglio entrare nel dettaglio, esiste Wikipedia proprio per questo. 🙂 ( https://de.wikipedia.org/wiki/Liste_von_Zuggattungen#Fernverkehr )

I tipi principali da conoscere, secondo me, sono questi:

Straßenbahn

In Italiano “tranvia”. È la struttura di circolazione terrestre idonea al passaggio dei tram. Non fate come certi amici: pagatelo il biglietto! L’importo della multa è di molto superiore all’abbonamento MENSILE cittadino.

strassebahn

S-Bahn

Sarebbe la cosiddetta “metropolitana di superficie”. Permette il collegamento fra quartieri nelle grandi città. Dato che spesso questi treni partono da sottoterra e arrivano fino alle zone più piccole, spesso non si riesce a capire dove inizia la S-Bahn e dove finisce la U-Bahn.

s bahn

U-Bahn

È la metropolitana vera e propria. In genere, vi sono delle “gabbiotti” in cui un addetto vi potrà fornire una mappa della rete metropolitana cittadina.

u bahn muenchen

Se si va a visitare un grande centro, conviene comprare il biglietto giornaliero o per 3 giorni. Esso è valido per tutti i mezzi di trasporto sopracitati. Inoltre più è grande la comitiva di persone, più è bassa la tariffa cumulativa da pagare.

Regional Express (RE)

regional express 2

È il treno che si usa maggiormente per gli spostamenti nella regione. Ferma a tutte le stazioni.

Intercity (IC)

intercity

Treno a lunga percorrenza. Collega le stazioni di grandi città e di qualche città più piccola o di una certa rilevanza. In base alla mia esperienza, conviene viaggiare sulla prima classe: la seconda è perennemente strapiena e si rischia di viaggiare per ore in piedi.

Intercity Express (ICE)

intercity express

È il treno ad alta velocità. Oltre a servire le grandi stazioni e gli aeroporti tedeschi, permette il collegamento fra diverse città europee.

Piccola parentesi.

Non so come funzioni al Nord Italia, ma in Germania le tariffe ferroviarie sono di due tipi, la „Sparangebote“ e la „Flexpreis“. Per ciascuna si può scegliere la classe, prima o seconda.

La prima è la tariffa economica, valida SOLO E SOLTANTO per i treni e le coincidenze prescelte. In pratica, se si salta una coincidenza, bisogna rifare il biglietto.

La Flex è invece la tariffa flessibile. Copre la tratta richiesta con TUTTI i treni e le coincidenze scelte a partire dall’ora di acquisto del biglietto.

Se si va sul sito della Deutsche Bahn (www.bahn.de) e si clicca su “Weitere Optionen”, oltre a potersi sbizzarrire sulle varie tariffe, si può impostare il tempo di attesa minimo delle coincidenze (“Umsteigezeit”).

Esempio pratico. Se si viaggia con bagagli, moglie e figli, non ha senso prendere un treno che parte 3 minuti dopo da un altro binario distante 500 metri! Bisogna tener conto dei ritardi!

In base alla mia esperienza:

–        Se si cambia da un RE ad un RE, la coincidenza si riesce a prendere anche con un intervallo di tempo irrisorio. Se il primo treno è in ritardo di 5 minuti, il capotreno aumenta la velocità e riesce alla lunga anche ad annullare il ritardo.

–        Se si cambia da un RE ad un IC o ICE, si riesce a fare il cambio con un intervallo di tempo non inferiore ai 10-15 minuti, dipende dove è il binario del secondo treno.

–        Se si cambia da un IC o ICE ad un RE, dovete calcolare un intervallo di almeno 15 minuti. Se l’IC/ICE è in ritardo, spesso lo è di molto e anche aumentando la velocità il pilota riesce a riguadagnare solo 5 o 10 minuti.

Chiusa parentesi.

Poco dopo aver cominciato a lavorare, ho sottoscritto un abbonamento con la Deutsche Bahn. Pagando una modica cifra, ho diritto ad uno sconto – 25% o 50% a secondo dell’offerta – su tutte le tratte senza limiti di percorrenza e chilometraggio, principalmente sulle tariffe flessibili. Il tempo iniziale “di prova” è di 3 mesi, i quali si estendono AUTOMATICAMENTE in un abbonamento annuale, se non si avvisa la compagnia sei settimane prima della scadenza dell’abbonamento di prova.

Di tariffe e abbonamenti ce ne sono a bizzeffe, sta a voi capire se conviene sottoscrivere un abbonamento e, se sì, quale. Esistono Abo a prezzi agevolatissimi per i giovani studenti e per i pensionati!

Appendice: Flixbus

Piacevolissima scoperta! Proprio in questo periodo ne sto facendo uso. Oltre ad avere un costo molto più contenuto rispetto ai treni, hanno un tempo di percorrenza inferiore rispetto alla rete ferroviaria e i ritardi sono minimi. I contro: le diverse fermate fra città intermedie della durata diversi minuti. In più nelle alte percorrenze si fermano a lungo solo una volta e il bagno a bordo potrebbe essere fuori uso.

flixbus

Armatevi quindi di cuscino ergonomico, pannoloni o di bottiglie vuote di “Mezzo Mix” (chi vive in Germania sa di cosa parlo!).

Gian Marco