Tre anni (e terzo Ferragosto) in Germania

Secondo alcuni il tempo scorre lento ma inesorabile.

Per me invece è stato assurdamente veloce.

L’altro giorno mi ha scritto il mio ex coinquilino violinista/violista/mandolinista: dopo 10 anni circa di supplenze è riuscito ad entrare di ruolo in una scuola media della sua città!

10 anni.

Mi sembra ieri quando cercava di fare lezione ai suoi due allievi con 50 gradi all’ombra in quel di via d’Alessio a Palermo. Nel mentre cercavo di studiare Istologia da quello schifo di libro che era il Rosati. Ancora oggi, se ci ripenso, ho i brividi.

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Mi ricordo anche quando tentò di fare lezione il Venerdì Santo, ma in quel caso intervenne la Giustizia Divina: una varicella fulminante lo colpì.

Risultato: gli allievi furono felici di passare le vacanze di Pasqua in tranquillità, il coinquilino musicista rimase per un mese allettato e il morbo colpì anche me.

Riuscii comunque a sostenere gli esami prefissati, per fortuna, ma dopo rimasi a letto per 3 settimane.

Sulle mie bizzarre avventure come studente di medicina a Palermo si potrebbe aprire un altro blog, però credo che la cosa migliore sia quella di ricordare qualche episodio a mo’ di esempio in qualche post futuro.

Il messaggio dell’ex coinquilino mi ha fatto inoltre pensare che sono trascorsi ormai 3 anni da quando mi sono trasferito in Germania e questo è il terzo Ferragosto che passo in Germania.

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Ripensando alle “avventure” di Palermo e agli ultimi anni qui mi sono reso conto di quante vicende siano accadute in questi anni e di quanto io sia cambiato.

L’inizio in terra teutonica è stato abbastanza duro: nuova cultura, nuovi usi e costumi, meteo diverso e un altro modo di intendere la vita.

Pian piano poi sono riuscito a districarmi e ad andare avanti, ma è chiaro che ho avuto un ottimo sostegno su tutti i fronti.

Dovrò sempre dire grazie in primis ai miei genitori che hanno sostenuto con forza la mia seppur dolorosa scelta.

Allo stesso modo ringrazio Cord, Viza e tutta la loro meravigliosa famiglia per il supporto non solo logistico, ma soprattutto morale. Loro sono la mia seconda famiglia.

Senza contare le tantissime persone che ho incontrato e che mi “hanno dato” qualcosa. Con molti di loro sono in contatto, alcuni si sono persi per strada causa altre scelte di vita, con i migliori sono diventato amico.

Vorrei anche spezzare una lancia nei confronti del popolo tedesco.

È gente che, come noi, lavora sodo, ama la famiglia e il tempo libero e quando ho avuto davvero bisogno si sono fatti in quattro per darmi una mano. Quindi un gigantesco grazie va anche a loro.

Lo sto sottolineando proprio perché sto notando nell’ultimo periodo un aumento delle frustrazioni “vomitate” nei social network, oltre che un razzismo dilagante anche fra colleghi.

La vita non è rosa e fiori e non lo è neanche all’estero, ma questo non giustifica il terrorismo psicologico che cerca di farsi strada sui vari gruppi.

Parafrasando una celebre frase di Clint Eastwood ne “Il buono, il brutto, il cattivo”:

‘Il mondo si divide in due categorie: chi commenta e chi fa cose’.

Io faccio.

Buon Ferragosto!

Gian Marco

Die Fortbildungen – “I corsi di perfezionamento”

Come avevo già scritto, durante la specializzazione in Germania non ci sono delle vere e proprie lezioni frontali, ma le cosiddette Fortbildungen, cioè degli stage di aggiornamento e perfezionamento.

Normalmente vi sono dei corsi interni, cioè organizzati dallo stesso ospedale, o ci si può iscrivere a dei corsi esterni, cioè organizzati da varie associazioni mediche.

Per quanto riguarda i Fortbildungen interni, la frequenza varia in base a:

  • Voglia di fare dello Chef, che pensa, pianifica e infine delega.
  • Voglia di fare del singolo Referent, cioè il disgraziato che deve presentare l’argomento (solitamente uno specializzando single).
  • Tipo di argomento presentato.

Solitamente questi seminari si tengono all’interno della struttura ospedaliera e in orario post lavoro, ma non di rado possono svolgersi in una struttura comunale ed essere quindi aperte al pubblico. Come avete capito, queste “lezioni” hanno più che altro l’utilità di far aumentare il prestigio del Krankenhaus e del primario, piuttosto che avere un’utilità didattica.

In genere, infatti, gli Assistenzärzte spendono i primi risparmi nei più formativi ma senz’altro più costosi Fortbildungen esterni.

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Apro una piccola parentesi.

Durante il colloquio di lavoro, spesso si fa cenno ad un “Fort- und Weiterbildung mit entsprechender Freistellung und Finanzierung”, nel senso che l’azienda ospedaliera fornisce giorni e sostegno economico dedicato a questi corsi. Normalmente vengono offerti dai 5 ai 10 giorni all’anno – al di fuori delle ferie – e un rimborso spese di circa 1000 euro. Se sforate il “bonus”, è chiaro che dovete pagare di tasca vostra e sfruttare i vostri giorni di vacanza.

Tenendo conto che abitualmente questi seminari si svolgono durante il weekend e che ogni volta bisogna sborsare almeno 500 euro, capite bene che è opportuno dare una priorità a quali corsi seguire per primi.

Personalmente, il mio primario mi consigliò di frequentare “il più presto possibile” un corso base di protezione contro le radiazioni (“Grundkurs im Strahlenschutz”), la sua conditio sine qua non per svolgere legalmente le guardie notturne. Su vari forum di medici tedeschi ci sono decine di discussioni circa l’utilità di questa Fortbildung, la quale si svolge in due giorni, ha un esame finale e da sola dovrebbe “legittimare a fare le guardie”. In seguito vorrei riprendere il discorso in un altro articolo.

Per quanto mi riguarda, credo che i corsi a cui un ortopedico dovrebbe all’inizio dovrebbe far parte siano:

  • Corsi di sonografia dell’apparato locomotore
  • Corsi di agopuntura
  • Corsi di terapia manuale

Come qualsiasi altro corso, le Fortbildungen tedesche possono essere più o meno interessanti e teoriche, in quanto esse sono più improntate sul “saper fare” e anche sugli aspetti economici che possono comportare. Quest’ultimo aspetto è molto importante se si ha l’intenzione di lavorare in ambito privato e permette anche di capire i costi di gestione di molti ospedali.

Mito da sfatare: si possono seguire corsi che non siano legati alla propria zona lavorativa! Se, per esempio, vivo e lavoro a Berlino, posso tranquillamente seguire un seminario a Monaco, Homburg, Vienna e Zurigo.

Altri corsi utili sono il Notarztkurs (una specie di corso per il 118, ma molto più formativo) e i corsi come l’ATLS (Advanced Trauma Life Support).

Qui di seguito allego degli indirizzi che possono esservi utili:

  • degum.de : una delle più importanti società tedesche coinvolte nella organizzazione e gestione di corsi di sonografia.
  • manuelle-mwe.de : portale per seminari di terapia manuale per medici
  • daegfa.de : sito web dell’associazione medica tedesca di agopuntura

A presto

Gian Marco

La prima notte: 8 suggerimenti per principianti

“Non c’è pace per i dannati”.

Questo è quello che dice il dr. Mark Greene al giovane dr. Carter, quando vedono arrivare l’ennesimo ricovero alle 5 del mattino.

Dopo più di vent’anni (ammazza come passa il tempo!) dalla prima puntata di quella serie culto anni ’90, devo ammettere che il dr. Greene aveva pienamente ragione. Non appena si finisce di scrivere un’anamnesi e pensi “mo’ vado un attimo al bagno”, si presenta subito un altro ricovero.

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Dato che ci siamo passati un po’ tutti ma alcuni hanno appena incominciato la specializzazione nelle terra di Jürgen “Pantegana bionda” Klinsmann, ho pensato di stilare una lista di suggerimenti che potrebbero essere utili.

  • Conoscere (i pazienti) e farsi conoscere (dal personale).

Una delle prime cose da fare è cercare di stabilire un buon rapporto con il personale sanitario. Sembra una banalità, invece è il perno di tutto il nostro lavoro in ospedale. Aiuta anche sapere chi è stato ricoverato recentemente, dato che il diensthabender Arzt (cioè il medico che ha il turno) molto spesso il giorno prima ha avuto il recupero. Quindi se, ad esempio, la paziente XY non riesce a dormire bene negli ultimi giorni e i medici dei turni precedenti le hanno sempre dato un determinato sonnifero a causa di particolari interazioni o controindicazioni, fatelo cortesemente notare all’infermiera del reparto, in modo che non vi chiami alle due e mezza del mattino facendovi allarmare per niente.

  • Il Piepser o “Telefonino della Morte”

Sarà il vostro nemico più odiato. Portatelo sempre con voi. Non smetterà di suonare. Durante la notte, un semplice squillo può sembrare una tromba infernale. Per fortuna si può regolare il volume.

Un episodio abbastanza significativo.

Un giorno venne assunto un giovane Facharzt (cioè un medico appena specializzato) e, siccome si porgeva in un modo abbastanza sgarbato anche per gli standard tedeschi, le infermiere gli fecero capire “come si sta al mondo”. Durante la prima notte di guardia, il povero malcapitato venne svegliato ad intervalli regolari di 20 minuti e per i motivi più assurdi.

Due giorni dopo si è scusato con tutto il personale.

  • Conoscere i numeri più importanti

In genere c’è sempre un elenco con i numeri di telefono “da sapere” in reparto. Se non c’è, createvelo.

Gli “Indispensabili”: Station, Zentral Notaufnahme, Radiologia, Internista e Anestesista di turno.

  • Avere ben chiara la “catena burocratica

Purtroppo cambia da reparto in reparto. Cercate di avere ben chiaro su come si possa richiedere un particolare tipo di esame (EKG, CT, usw.), dove si trovano i vari strumenti e a chi chiedere un particolare consulto. Arriverete al punto di comprendere perfettamente tutto il meccanismo, ma solo quando, improvvisamente, la direzione deciderà di semplificare la burocrazia, adottando nuovi moduli e programmi e gettandovi di nuovo nella confusione.

Che cosa dicevamo sui dannati?

  • Notizbuch e compendi

Annotatevi sul vostro taccuino le patologie e le emergenze più importanti in ordine di frequenza. Naturalmente allegateci anche le procedure diagnostiche e la dose dei farmaci. Credetemi, vi aiuterà tantissimo.

Di compendi ce ne sono decine e di tutti i gusti. I più usati sono i libri della serie Checklist, suddivise per singola specialità, ed i Klinikleitfaden della Elsevier.

  • Stabilire le priorità

Le emergenze non arrivano mai da sole, anzi spesso e volentieri si alternano momenti di fiacca a “catastrofi” vere e proprie. Cercate di mantenere la calma e di dare una priorità agli eventi, dando spazio ai pazienti che necessitano subito un vostro aiuto. Serve anche per non giocarvi la “carta Oberarzt” troppo presto!

  • “Nicht verzagen, Oberarzt fragen”

Ovvero “non avvilirsi, chiedete al medico capo”. All’inizio si è sempre insicuri e agitati, è del tutto normale, soprattutto all’inizio. L’importante è avere ben chiaro il quadro da presentare al vostro Ober e sapere cosa chiedere. Quest’ultima abilità vi verrà naturale con l’esperienza.

E un “cazziatone” scapperà prima o poi, quindi rassegnatevi.

Vi ho già detto dei dannati, giusto?

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  • Ultimo ma non per ultimo: pensate alla vostra salute

Il nostro è un lavoro che comporta una spesa non indifferente di energie fisiche e mentali.

Prima e dopo il turno dovete assolutamente riposarvi, non sapete se e quando vi potrete distendere in ospedale e non si sa se il giorno dopo c’è un turno da coprire.

Cercate di mangiare bene, di bere molto e di portarvi durante il turno qualcosa di leggero da sgranocchiare. Personalmente, se mangio “all’italiana”, mi sopraggiunge sempre una fase post- prandiale caratterizzata da un abbiocco assurdo e voglia di zibibbo.

Infine, il consiglio supremo è sempre lo stesso:

Per imparare qualcosa, bisogna farla!

Perciò alla domanda “Ma come si fa il turno di notte?” la risposta è “facendo la notte!!!”

 

Gian Marco

P.s. a breve pubblicherò gli altri argomenti del grimorio, purtroppo ultimamente ho avuto pochissimo tempo. Inoltre fra poco ci saranno importanti novità lavorative, naturalmente vi terrò informati. Stay tuned!

F.A.Q. – Le domande poste più frequentemente sulla specializzazione medica in Germania

Dopo un periodo abbastanza intenso, riesco finalmente ad avere un attimo di respiro e tornare a scrivere.

Ultimamente ricevo diverse e-mail riguardanti la specializzazione medica in Germania e, dato che gli argomenti richiesti sono quasi sempre gli stessi, ho deciso di scrivere un articolo apposito che man mano aggiornerò in base alle varie novità legislative e non.

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Domande più frequenti:

–        Descrizione della specializzazione

Nei gruppi Facebook “Medici italiani in Germania” e “Doctors in fuga” e nel mio blog si è più che ampiamente parlato a proposito della specializzazione in Germania.

Cosa fare?

  • collegarsi a Facebook tramite il proprio Pc.
  • iscriversi ai suddetti gruppi.
  • sul lato sinistro della pagina principale dei gruppi c’è una lente di ingrandimento che permette una rapida ricerca di contenuti.
  • provate diverse parole chiave, come ad esempio “germania”, “approbation”, “tedesco”.
  • Abbiate pazienza per favore. Se non riuscite a dedicare due-tre serate a leggere i vari articoli dei gruppi o del mio blog, vuol dire che non siete davvero interessati a specializzarvi all’estero.

 

–        “Per specializzarsi serve per forza conoscere il tedesco? Non posso specializzarmi parlando inglese?”

Risposta breve: sì. Risposta lunga: CERTO CHE Sì!!! Come vi aspettate che vi capisca la tipica paziente tedesca, che ha un’età media di 60 anni e parla il dialetto tedesco del suo paese? Se vi hanno detto il contrario, vi hanno mentito, quindi non posso accettare risposte del tipo “ma il figlio dell’amico di mio cugino ha sentito dire che era possibile”.

E poi, che sia chiaro una volta per tutte:

  • Il livello B2 è il livello MINIMO richiesto per richiedere la licenza medica tedesca (la famigerata “deutsche Approbation”).
  • Il livello C1 è livello MINIMO richiesto che gli ospedali richiedono agli aspiranti specializzandi.

Realtà dei fatti: la maggior parte delle volte non basta nemmeno il livello C1, in quanto una cosa è superare un esame e ottenere la certificazione, un’altra è parlare, capire e lavorare in tedesco 14 ore al giorno.

Per avere un quadro più chiaro del concetto, vi rimando al seguente link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Quadro_comune_europeo_di_riferimento_per_la_conoscenza_delle_lingue

 

–        Lettera di presentazione e CV

Ne ho già ampiamente parlato qui

https://sagensie33.wordpress.com/2016/02/27/colloquio-di-lavoro-e-curriculum-vitae/

e qui

https://sagensie33.wordpress.com/2016/04/09/la-lettera-di-presentazione-das-anschreiben/

Sommariamente:

  1. Non superare le due pagine di CV.
  2. Non ci devono essere “buchi”.
  3. Scrivere le proprie esperienze LAVORATIVE fatte in ospedale: la guardia medica, anche se effettuata per 20 anni, non conta come vero e proprio lavoro per i tedeschi.
  4. Per carità di Dio, NON USATE IL MODELLO EUROPASS! Le segretarie non appena lo vedono lo cestinano direttamente.

Siti che vi possono essere utili:

 

–        Iter da seguire per presentare una candidatura

Mentre studiavo tedesco in Italia, avevo preparato tutti i documenti che mi potevano servire, tra cui:

– Curriculum

– Certificato di Abilitazione medica italiana

– Certificato o Diploma di Laurea

Estratto di nascita

Certificato di Maturità

Libretto sanitario

Dopo aver ottenuto il B2, ho preso la residenza tedesca e ho inoltrato la domanda per la deutsche Approbation (l’Abilitazione medica tedesca) all’Ärztekammer (Ordine dei Medici) di riferimento.

Per inoltrare la domanda erano necessari:

Currirulum (tradotto)

Certificato di Abilitazione medica italiana (ho consegnato una copia autenticata fatta in Germania, non l’originale) + traduzione della stessa da parte di un traduttore giurato scelto da un elenco datomi dall’Ordine

– una copia autenticata del Diploma di laurea + traduzione della stessa

– una copia autenticata del Certificato di Lingua B2

Promessa di assunzione (me lo fece il primario dell’ospedale in cui avrei fatto il tirocinio)

Certificato di sana e robusta costituzione (fatta da un medico del luogo in cui vivevo)

– una copia autenticata del Certificato dei Carichi pendenti italiano (non deve essere più vecchio di tre mesi) + relativa traduzione

Certificato dei Carichi pendenti tedesco (redattomi dal comune di residenza tedesco)

– una copia autenticata del Good Standing (si chiede al ministero della Salute, non deve essere più vecchio di 3 mesi) + relativa traduzione

– una copia autenticata dell’Attestato di Conformità (si chiede al ministero della Salute) + relativa traduzione.

Questo quando inoltrai la domanda a Münster.

Quando invece feci richiesta in Baviera (in un Unterfranken per la precisione), i documenti richiesti erano gli stessi di quelli della Vestfalia, con in più:

  • una copia autenticata della Fedina Penale italiana + relativa traduzione (al posto del Certificato dei Carichi Pendenti)
  • una copia autenticata del nuovo Good Standing (la precedente era già scaduta) + relativa traduzione
  • infine l’Einstellungszusage (in italiano “lettera di intenti”, “promessa di assunzione” o “pre-contratto) o, in alternativa, il contratto di lavoro vero e proprio.

I documenti possono essere inviati a scaglioni, non per forza tutti insieme.

I problemi sono principalmente due: la promessa di assunzione e i vari Beamten dell’Aerztekammer.

Mentre in Vestfalia la lettera di intenti la sottoscrivono e danno il primo giorno di tirocinio (almeno fu così per me), in Franconia viene redatta solo se qualche ospedale decide di assumerti.

Per quanto riguarda invece gli impiegati, ciascuno di loro ha il proprio “algoritmo di pensiero”.

Per quanto riguarda la lettera di intenti, ad esempio, alcuni si accontentano dello scambio di email con l’ospedale a cui si è fatto richiesta, anche se poi non si è stati assunti.

Altri pretendono la suddetta lettera, altri ancora un contratto vero e proprio.

Da noi in Sicilia si dice “ogni testa è tribunale”.

Per chi ha tempo e voglia, ho già raccontato tutta la mia vicenda qui:

https://sagensie33.wordpress.com/2016/01/07/il-mio-percorso-in-germania/

 

–        Centri di eccellenza e voto di laurea

Tipica domanda: “Quali sono i centri di eccellenza in chirurgia dell’alluce valgo del piede destro negli adulti con più di 50 anni di età?”.

Tipica risposta:

  • Allo stato attuale, i centri di eccellenza prendono gente eccezionale. Di contro, le condizioni lavorative sono al limite dei diritti umani, ma è sempre così quando si lavora per dei super-centri, in qualsiasi settore.
  • Pubblicazioni reali? Master europei di livello attinenti? Contatti? Quante lingue conosci oltre all’inglese e al tedesco? Senza questi elementi non si può sperare di fare richiesta in queste cliniche.
  • Il voto di laurea italiano all’estero conta come “l’avere il due di coppe con la briscola a bastoni”. Se lo mettete nel CV, aspettatevi un’affermazione di questo tipo: “Si è laureato con 110/110 cum Laude, bacio e abbraccio accademico? E chi in Italia non si laurea così?”. Segue risatina sarcastica.

 

–        La formazione all’estero

Le domande classiche in genere sono: “gli strutturati ti formano, a differenza dell’Italia?”, “ma loro lo sanno che non sappiamo fare un’iniezione?”, “com’è il rapporto con gli strutturati e gli altri colleghi? E le infermiere? ti rispettano?”

Di lavorare ti fanno lavorare, ma il metodo di formazione tedesco è diverso da quello italiano.

Ne ho già parlato qui:

https://sagensie33.wordpress.com/2016/03/20/jemanden-in-das-kalte-wasser-schmeisen-buttare-qualcuno-nellacqua-fredda/

Poi, come in ogni paese, ci sono le usanze e tradizioni tipiche. Quando si va a vivere fuori bisogna possedere un certo spirito di adattamento, altrimenti la vita non sarà affatto semplice.

Qua potete leggerne qualche esempio:

https://sagensie33.wordpress.com/2016/01/30/ambiente-lavorativo-e-vita-sociale/

https://sagensie33.wordpress.com/2016/07/10/diversita-culturali-la-religione/

https://sagensie33.wordpress.com/2016/03/12/diversita-culturali-il-team-internazionale/

https://sagensie33.wordpress.com/2016/05/22/la-giornata-tipo-di-un-assistenzarzt-alle-prime-armi/

 

–        “Secondo te mi conviene specializzarmi in Germania? Ne vale la pena?”

Specializzarsi all’estero non è una scorciatoia, al contrario deve essere una scelta. Noto invece che molto spesso non è così. A causa del concorso italiano, la maggior parte dei colleghi parte per l’estero perché costretti e senza una esatta conoscenza della situazione del paese ospitante. Questo porta purtroppo a cocenti delusioni e a vere e proprie crisi emotive.

Bisogna avere ben chiari questi concetti:

  • Sapere con chiarezza “cosa si vuole fare da grande”
  • Nella vita NULLA è semplice
  • Molto spesso, la vita sceglie per noi
  • La maggior parte dei problemi si risolve da sé.
  • Ci sono solo sfide, non difficoltà
  • Si ha sempre una scelta.

Gian Marco

P.s. Ringrazio il mio amico e collega Davide Bianchi per gli ultimi due aforismi.

Patologia della settimana I – Ipertensione arteriosa

In tedesco “arterielle Hypertonie”. Termine da usare con i pazienti “Bluthochdruck”.

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Che cos’è?

La pressione sanguigna è l’intensità della forza che il sangue esercita sulla parete del vaso grazie ai battiti cardiaci. Al momento della pulsazione la pressione aumenta, nell’intervallo fra due battiti invece diminuisce. Di conseguenza si hanno due pressioni, rispettivamente la pressione sistolica e diastolica, che si potranno evidenziare allo sfigmomanometro, cioè “l’apparecchio per misurare la pressione”. In siciliano “l’attrezzu”, “lu cosu” o meglio ancora “la camurrìa”.

tabella ipertensione

I normali valori pressori sono compresi fra 120-130/80-85 mmHg (per i non addetti ai lavori, millimetri di mercurio). Si parla di ipertensione quando i valori sono superiori a 140/90 mmHg.

Come si sviluppa?

Ci sono diverse patologie che possono dare ipertensione, ma nel 90% dei casi non c’è alcuna causa definita. In questo caso si parla di “ipertensione essenziale” (essentiellen Hypertonie) e ci sono diversi fattori che la possono favorire, come ad esempio il sovrappeso (Übergewicht), elevato consumo di alcol (erhöhter Alkoholkonsum), stress (Stress), fumo (Rauchen), età (Alter), sedentarietà (sitzende Lebensweise oppure Bewegungsmangel).

Questi promuovono inoltre una crescente immobilità della parete dei vasi. C’è quindi un forte legame fra ipertensione e arteriosclerosi (Arteriosklerose o Gefäßverkalkung).

Cosa si nota?

Molto spesso l’ipertensione è asintomatica (keine Beschwerden). Alcuni segni tipici possono essere mal di testa (Kopfschmerzen), vertigini (Schwindel) e ronzio auricolare (Ohrensaußen). Dato che il cuore usa più forza per pompare, possono comparire palpitazioni (Herzklopfen) e dolore al petto (Brustschmerz).

Abbastanza problematiche sono soprattutto le conseguenze dell’arterielle Hypertonie. L’aumento della pressione può favorire l’arteriosclerosi e portare a una diminuzione della vascolarizzazione (Durchblutung) di diversi organi. Per quanto riguarda il cuore, ciò significa un aumento del rischio di infarto (Herzifarkt) e di una insufficienza cardiaca (Herzinsuffizienz), dato che è sottoposto ad un eccessivo carico di lavoro. Un’altra conseguenza può essere il colpo apoplettico (Schlaganfall). Anche i reni possono essere coinvolti.

Come lo accerto?

Per fare diagnosi di ipertensione, si sa che sono necessarie più misurazioni indipendenti della pressione arteriosa (mehrere unabhängige Blutdruckmessungen), i quali devono risultare tutte al di sopra dei valori di normalità. Il valore soglia domiciliare è di solito 5 mmHg più basso che rispetto al valore soglia ambulatoriale (in quanto l’ambiente domiciliare è più rilassato) e la misurazione dovrebbe avvenire:

  • circa 30 minuti dopo che il paziente abbia fumato o bevuto caffè
  • dopo un riposo di almeno 5 minuti
  • con un bracciale appropriato.

Inutile dire che molto spesso non si è nelle condizioni per poterlo fare.

Può essere di aiuto anche un controllo della pressione per 24 ore (24-Stunden-Blutdruck-Messung) tramite uno sfigmomanometro portatile – il cosiddetto Holter pressorio – che può fornirci un quadro più chiaro della situazione del paziente.

Cosa si può fare?

La colonna portante della terapia dell’ipertensione è quella dell’applicare una serie di provvedimenti generali – ad esempio la normalizzazione del peso corporeo (Gewichtnormalisierung), seguire una dieta alimentare povera di sale (salzarme Diät) e praticare sport di resistenza – ed eliminare vari fattori di rischio (Risikofaktoren) come il fumo, caffè, alcol, trigliceridi elevati (erhöhte Blutfette) e il diabete (Zuckerkrankheit), ma su quest’ultimo farò un post a parte.

Se questi provvedimenti non dovessero essere sufficienti, si ricorre al trattamento farmacologico.

La terapia medica vera e propria si basa sull’impiego di 5 farmaci, che vengono combinati in una terapia definita “a gradini” (Stufentherapie) fino a quando la pressione sanguigna non si avvicina ai valori normali. La priorità del tipo di farmaco impiegato dipende dalle varie patologie del paziente e naturalmente anche dai fattori di rischio. Spesso si inizia con un diuretico tiazidico (Thiazid-Diuretikum o Wassertablette) a cui si può associare:

  • un beta-bloccante (Betabloker),
  • un calcio-antagonista (Calcium Antagonisten)
  • un ACE-inibitore (ACE-Hemmer)
  • un’antagonista del recettore dell’angiotensina II o sartani (Angiotensin-Rezeptor-Blocker)

In ogni caso si tratta di una terapia a lungo termine (Dauertherapie) che necessita un controllo regolare e aggiustamenti in caso di bisogno.

*

Ciò che ho scritto si basa sulla mia esperienza lavorativa (algoritmi e protocolli più comuni) e su alcuni testi tedeschi che uso per consultarmi. Se trovate quindi delle discrepanze rispetto all’Harrison e al Rugarli non crocifiggetemi per favore!

L’addendum è corredato dai termini italiani seguiti dai termini tedeschi più usati. Spero vi possa aiutare nello studio del tedesco medico.

I nuovi articoli verranno inseriti man mano nella sezione “Grimorio” del sito in versione Pdf.

Aspetto le vostre impressioni!

Gian Marco

Le informazioni sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Diversità culturali – I mobili

In Germania la compravendita dei mobili è una questione abbastanza spinosa. In realtà, è spinosa qualsiasi circostanza in cui ci siano di mezzo degli operai in Germania.

Vi spiego meglio.

I tedeschi hanno la sana abitudine di passare il loro tempo libero svolgendo delle attività manuali: giardinaggio, bricolage, pulizia garage oppure un barbecue se il tempo è buono.

Fra le varie attività, vi è anche quella di montare i mobili.

bricolage

Loro dicono che si divertono un mondo, ma il motivo principale secondo me è che facendo così si risparmia davvero una marea di soldi.

Ed è proprio così! I mobili “già costruiti” costano almeno il doppio rispetto a quelli da montare a parità di qualità. Senza contare il trasporto a casa, anche se quest’ultimo è spesso gratuito ed effettuato in giornata.

Perciò durante il weekend si vedono greggi di persone dirette verso Ikea od Obi intente a comprare le ultime novità.

Cosa c’entrano gli operai? Ci arrivo subito.

Prima di trasferirmi qui, la mia intenzione era quello di andare vivere in una Ferienwohnung, cioè in una casa vacanze. I vantaggi sono molteplici: una quota fissa da pagare comprendente tutto, una signora che pulisce casa e mette in ordine una volta a settimana, nessuna necessità di comprare mobili o elettrodomestici.

Quando vivevo in Baviera avevo trovato un’ottima offerta, mi sono trovato molto bene e mi sono ripromesso di fare così in circostanze future.

Purtroppo il sottoscritto ha trovato lavoro in una città il cui costo della vita è abbastanza alto ed è tuttora una meta turistica di livello europeo. C’erano diverse case-vacanze, ma erano tutte prenotate fino al 2019 (!) e a prezzi a dir poco esorbitanti.

Di conseguenza sono stato costretto a prendermi un appartamento in affitto.

Cercando bene fra i vari annunci, ho trovato quello di una ragazza che cercava un Nachmieter, cioè un inquilino subentrante. La giovane Frau lavorava nel mio vecchio ospedale come specializzanda in Medicina Interna, ma dopo sei mesi aveva trovato una offerta migliore in un altro ospedale distante un’ora da qui.

In un certo senso ci siamo trovati! A me serviva una casa ammobiliata, a lei un affittuario subentrante che non le facesse fretta di portare via i mobili, in quanto la sua stanza della foresteria del nuovo ospedale era troppo piccola per contenerli tutti.

Il problema parte tutto da qui.

Il buon senso avrebbe dovuto suggerire alla giovane Mädel che una buona idea sarebbe stata quella di prendersi i mobili un poco alla volta dandomi un certo preavviso, in modo da permettermi di trovare delle buone offerte e di sostituire la mobilia senza prosciugare il conto corrente. Siccome non volevo lasciare adito a strane interpretazioni, le ho detto più volte e chiaramente di fare così. Le avevo suggerito inoltre che alcune cose, se non le avesse volute, me le avrebbe potute vendere.

Purtroppo non è stato così.

La tipa mi ha avvisato il giorno prima dicendo che sarebbe venuta a prendersi qualcosa e, tornato a casa dopo un turno, non trovo l’80% dei mobili. Il rimanente 20% di arredamento era un’accozzaglia: ha lasciato 4 sedie e 8 “tazze da latte” portandosi via il tavolo (!) e tutte le stoviglie (!!!).

Potete immaginare il mio stato d’animo. Anzi, ve lo dico: rabbia livello Super Saiyan.

Di conseguenza ho dovuto comprare dei mobili “da montare” e “normali” dando fondo ai miei risparmi.

Non è tutto.

Dato che non ho molto tempo, e essendo poi il pavimento dell’appartamento parquettato, per non danneggiarlo, ho dovuto contattare un “falegname/operaio/non-so-quale-sia-il-vero-lavoro” della zona per aiutarmi nel montaggio.

È stato un ulteriore salasso. Per farvi capire: se avessi chiamato il mio falegname dalla Sicilia e gli avessi pagato manodopera, vitto e voli, avrei risparmiato almeno il 50% rispetto al suo corrispettivo teutonico.

Quindi il mio consiglio è quello che, se dovete comprare dei mobili, o li comprate già montati o se volete risparmiare fatevi aiutare da qualche amico: sarà un ottimo modo per passare un weekend!

Secondo consiglio: NON DATE LA CHIAVE DEL PROPRIO APPARTAMENTO ALLA EX INQUILINA! Vi ritroverete un appartamento vuoto, un mezzo infarto e santi che scendono dal cielo.

È proprio vero: l’intelligenza è un dono, non un privilegio.

Gian Marco

Estratti dal Grimorio – Il Neutral-Null-Methode

Con questo post voglio iniziare una serie di articoli basati sugli argomenti fondamentali che un ortopedico dovrebbe avere ben chiari in mente.

Il primo di questi è il Neutral-Null-Methode.

Il Neutral-Null-Methode – o “Range of motion” – è il metodo con cui si determina la flessibilità articolare permessa da un’articolazione. Per misurare gli angoli di flessibilità si utilizza un goniometro (“Winkelmesser”) e si calcolano in gradi di libertà, anche se con il tempo e con l’esperienza acquisita si andrà “a occhio”.

La conoscenza degli angoli delle articolazioni è alla base dell’Anamnese ortopedica.

Bisogna tenere a mente il raggio di libertà delle articolazioni più importanti.

Qui di seguito un breve schema.

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Articolazione dell’anca – “Hüftgelenk“

  • Estenzione/Flessione (Extension/Flexion): 10° – 0° – 120°
  • Abduzione/Adduzione (Abduktion/Adduktion): 45° – 0° – 30°
  • Rotazione esterna/Rotazione interna (Außenrotation/Innenrotation): 50° – 0° – 40°

Articolazione tibio-tarsale – “Oberes Sprunggelenk” (OSG)

  • Estensione dorsale/Flessione plantare (Dorsalextension/Plantarflexion): 20°/30° – 0° – 40°/ 50°

Come si può vedere, esso consta di tre gruppi di cifre.

Il primo gruppo descrive un movimento che allontana la parte presa in esame dal resto del corpo. In questo rientrano i movimenti di estensione e abduzione e la pronazione.

Il secondo gruppo rappresenta la posizione “zero” dell’articolazione, cioè il Null del metodo.

Il terzo gruppo infine esprime un movimento che avvicina la parte considerata al corpo, quindi la flessione, adduzione e la supinazione.

In vari casi patologici, non sempre la seconda cifra è rappresentata dal valore 0. Un esempio: nel caso dell’articolazione tibio-tarsale, se il paziente è affetto da piede equino, una condizione patologica in cui la punta del piede è rivolta verso il basso, è chiaro che la posizione Null avrà un valore diverso da 0, tipo 20°. Di conseguenza noi in questo caso scriveremo una cosa del genere:

Estensione dorsale/Flessione plantare (Dorsalextension/Plantarflexion): 0° – 20° – 40°.

Un raggio di movimento articolare limitato indica perciò un problema nell’articolazione di tipo meccanico o patologico proprio dell’articolazione.

La misurazione degli angoli tiene conto sia quando il movimento compiuto dalla giuntura avviene attivamente, sia quando avviene passivamente grazie all’aiuto del medico. In genere vanno prese entrambe le misurazioni al momento dell’Abschlussaufnahme, cioè della visita pre-dimissione, bisognerebbe rimisurare le articolazioni considerate e segnarle sulla cartella con un colore diverso, in modo da renderle più evidenti.

 

Gian Marco

10 consigli ai neospecializzandi in Germania (o a chi si vuole specializzare all’estero)

Ultimamente ricevo molte e-mail e messaggi da colleghi che vivono e lavorano da tempo in Germania. Il contenuto è molto spesso il seguente:

“Sto troppo male e non riesco a andare avanti”

“Mi sento un deficiente, pretendono che sappia già tutto”

“È tutto troppo pesante”

“La lingua è difficile”

“La malinconia mi assale ogni giorno all’improvviso”

“Mollo tutto e apro un bar a Buenos Aires”.

tips and tricks

Un primo assioma. Vivere all’estero non è semplice, per tantissimi motivi.

Ci sono gli stereotipi, il clima, il cibo. C’è anche la lontananza dal luogo natio e dagli affetti.

Per quanto riguarda il primo punto, i pregiudizi ci sono ovunque, ma bisogna saper sfruttare quelli positivi – lavoratori, grande preparazione teorica, simpatia innata – e cercare di annullare quelli negativi – sciupafemmine o ‘fimminàri’, schizzinosi sul mangiare e sul caffè, etc.

Oggi come oggi, grazie a Dio c’è la tecnologia che aiuta a ridurre le distanze (Skype e voli low cost in primis) e permette di accedere ad un numero praticamente infinito di ricette (giallo zafferano rules)!

Secondo assioma. La vita da specializzando è difficilissima OVUNQUE. Credo comunque che si possa migliorare un pochino.

Di conseguenza ho stilato un elenco di consigli in dieci punti che potrebbero fare caso a molti dei colleghi che si accingono ad iniziare la specializzazione nella terra di Goethe.

  • Accettate il vostro ruolo.

Prendetevi un momento e riflettete. Siete Assistenzärzte in Germania. Vi assumete la responsabilità dei pazienti e prendete difficili decisioni mediche ogni santo giorno. Ma ricordate: all’inizio e per molto tempo sarete l’ultima ruota del carro. In ospedale ci sono medici e infermieri che lavorano là da moltissimi anni: siate umili e ascoltate i loro pareri e i loro consigli.

 

  • Fidatevi del vostro istinto.

Avete studiato per anni su lunghissimi trattati che i colleghi teutonici si spaventano a solo pronunciarli. Due per tutti: il “Gray” e il “Robbins”. Abbiate fiducia in voi stessi e valutate il paziente: “Quali parametri non sono nella norma?”, “Quali potrebbero essere le cause dei sintomi?”. Spesso la prima intuizione è quella giusta. La pratica si può sempre migliorare.

 

  • “Aiutati che Dio ti aiuta”.

Nessuno si aspetta da voi che sappiate fare tutto da soli dal primo giorno. La domanda da fare in reparto in questi casi è: “come fate voi di solito?”. I reparti sono pieni di protocolli e algoritmi diagnostici e terapeutici di ogni genere. I vostri migliori colloqui li farete con i colleghi più anziani.

 

  • Chiedere, chiedere, chiedere!

Se avete domande, non esitate a chiedere a chi ne sa più di voi – infermieri, Oberarzt, segretarie – ma cercate di essere chiari e di spiegare bene la situazione. Se il vice-primario è in sala operatoria o è sera tardi e volete chiamare l’Hintergrunddienst Arzt (cioè il medico di sostegno), decidete se è davvero un’urgenza e cercate di riassumere in poche frasi il caso.

 

  • Avere pazienza con sé stessi.

Capisco che si abbia voglia di imparare e di fare sempre di più, ma ciascuno di noi ha una propria curva di apprendimento. Quindi osservate ciò che fanno gli altri colleghi, prendete appunti e la prossima volta cercate anche voi di effettuare qualche procedura.

 

  • Le “quotidianità” non sono la fine del mondo.

Ci sarà sempre un paziente che si lamenta, un errore in una lettera, uno scazzo con lo Chef. Si sbaglia, è normale, siamo essere umani. Nonostante alcuni colleghi si credono super uomini, in realtà fanno errori anche loro, solo che li sanno nascondere meglio o, nel caso del primario, con più stile.

 

  • Non fissarsi troppo con le lettere.

Le lettere sono una croce per tutti, autoctoni e non. Per fortuna su internet si trovano diversi esempi di lettere e i programmi che si usano in ospedale danno dei Muster base per ogni tipo di patologia con cui avrete a che fare. Prima o poi riuscirete anche voi a collezionare delle frasi o capoversi da “copiaincollare” nelle vostre lettere. Siate fiduciosi!

 

  • Cercate legami.

È il punto più difficile, lo so. Molto spesso i colleghi abitano in altre città o sono sposati e quindi coinvolti in altre faccende. Il mio consiglio è: cercate amicizie al di fuori dell’ospedale! Corsi di lingua, di cucina, di arte…c’è l’imbarazzo della scelta.

 

  • Nessuna paura delle emergenze.

La nostra più grande paura è quella di far male ad un paziente a causa di una nostra svista o una procedura non fatta correttamente. La realtà è che non è così facile: i capi e i colleghi non ci metteranno mai in questo tipo di condizioni. Poi può capitare che, anche se diamo il massimo di noi stessi, la gente muore senza alcun motivo apparente, ad esempio nel sonno. Abbiamo i nostri limiti.

 

  •  Pensate a voi stessi.

Ultimo ma non il punto meno importante. Cercate di dormire il più possibile e mangiate sano. I giorni liberi uscite, viaggiate e divertitevi. So che sono banalità, ma è la verità. La vita è già complicata di suo, non c’è bisogno di martirizzarvi ulteriormente. Vogliatevi bene!

 

Gian Marco

Das Krankenblatt – la cartella clinica tedesca

L’altro giorno stavo facendo una revisione dei vari articoli che ho scritto e ho notato che non ho fatto alcun cenno alla cartella clinica tedesca. Cerco di rimediare.

La cartella clinica adoperata in Germania è costituito da un fascicolo, suddiviso in varie sezioni, in cui sono contenuti i vari documenti riguardanti il paziente. Descriverò quella usata in ambito ortopedico-riabilitativo.

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In genere nella parte frontale vengono inseriti CD con le immagini radiografiche/ TAC/ RMN o vari libretti sanitari (allergie, possesso di Pacemaker, Marcumar-Patient, etc.).

I principali atti di cui è costituito sono:

  • Anamnese und Aufnahmebefund

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Questi sono i documenti che vengono compilati al momento del ricovero del paziente. I fogli rappresentati sono quelli di una Ortho –Reha-Klinik, più incentrati quindi sulle patologie ortopediche o traumatologiche. In ambito ortopedico puro, si tiene invece conto solo della parte che deve essere operata.

Il metodo usato per la misurazione è il Neutral-Null-Methode, ma di questo scriverò in seguito.

 

  • Verlaufdokumentation

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È il foglio che rimane all’interno del Krankenblatt. Viene compilato dal medico o dall’infermiera al momento del ricovero. Come si può notare, vengono inseriti vari parametri: allergie, peso, pulsazioni, pressione arteriosa, farmaci anticoagulanti.

Le varie patologie devono essere incluse insieme al relativo codice ICD-10, l’International Classification of Diseases. Ciascun medico è munito di un elenco con le principali patologie e i codici correlati. Spesso i codici si trovano già nella lettera di dimissioni.

Nella sottosezione “Ärztilche Anordnungen” vengono annotati alcuni ‘ordini speciali’, ad esempio i medicinali che devono essere presi solo all’occorrenza (“Bei Bedarf”, abbreviato in “b.B.”) o se il paziente ha portato con sé un CD con immagini diagnostiche che deve essere inserito nella PACS.

 

  • Medikamentenverordnung bei Aufnahme

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Qui vengono trascritti i farmaci che prende il paziente. In genere si ricopiano dalla lettera di dimissione, ma non è una cattiva idea chiedere al malato il perché prenda un determinato medicinale. In questo frangente si decide inoltre se è il caso di sospenderne alcuni o sostituirne altri.

 

  • Kumulativbefund

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È una tabella che riassume i valori del sangue dati dalle analisi. In genere è accompagnato dagli esami delle urine. Per quanto riguarda la coagulazione, i medici tedeschi prendono in considerazione il tempo di Quick, o “tempo di protrombina”, rispetto all’INR, ma nella tabella sono riportati entrambi.

 

  • Pflegebericht

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In questa sezione viene riassunta la storia giornaliera del paziente: se ha dormito bene, cos’è successo la notte, se ha dolore, l’alvo, etc. È in genere compilato dalle infermiere o dalle Praktikantinen.

 

  • Aufklärungsbogen

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È un file che descrive come viene eseguita l’operazione e quali sono i rischi generali e speciali. Si deve mettere in evidenza di proprio pugno i vari rischi e spiegarli al paziente, il quale, se ha ben compreso il tutto, apporrà una firma sull’ultimo foglio. Il paziente ha diritto ad averne una copia e glielo si deve far presente. Se non lo vuole, si deve apporre un timbro di rinuncia con sopra un ulteriore firma del malato.

 

  • Rehabilitationsziele

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Documento proprio della Reha-Klinik. Il paziente vi trascrive gli obiettivi che vuole raggiungere con la riabilitazione. Devono essere almeno 5 e naturalmente entro i limiti della realtà.

 

  • Therapie – Nachverordnung

In questo foglio si mette una croce sulle terapie riabilitative cui il ricoverato si deve sottoporre. Fra le varie opzioni, si può anche scegliere se il paziente ha bisogno di ulteriore aiuto anche a casa o se è necessario un confronto con uno psicologo (pazienti depressi).  Anche questo è un modulo proprio della Reha-Klinik.

 

  • Anordnung bei Aufnahme für den Pflegedienst

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Qui si mette in evidenza i tipi di controlli che l’infermiera deve effettuare. In generale, il tipo di controllo cambia a seconda che il paziente è diabetico o no. In aggiunta, si possono controllare ad esempio il tempo di Quick, se il paziente è marcumarizzato, o il peso.

Altri tipi di file che si potrebbero trovare nel Krankenblatt sono:

  • Lettere di dimissioni passate
  • Referti diagnostici (Rx, etc.)
  • Ricette varie (per ortesi, deambulatori, etc.)
  • Risposte scritte di particolari consulti specialistici richiesti
  • Tracciati ECG
  • Piani terapeutici particolari (ad esempio il piano insulinico per i pazienti affetti da diabete mellito)

Gian Marco

 

Prima settimana in Reha-Klinik

Questa settimana ho iniziato il “ricollocamento” e sono stato inserito nella clinica riabilitativa di Ortopedia e Reumatologia convenzionata con l’ospedale in cui lavoravo. Dista al massimo una decina di chilometri da casa mia. Fortunatamente vicino a dove abito c’è una fermata di un bus che passa ogni mezz’ora e che si ferma non poco distante dalla Klinik.

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Il tipo di lavoro è abbastanza diverso da come me lo ero immaginato.

Se devo essere sincero, quando ne ho sentito parlare mi è subito venuto in mente Kenshiro e la Divina Scuola di Hokuto.

Breve sinossi per i non addetti ai lavori: Kenshiro è il protagonista della omonima serie manga anni ’80 che vestito di giubbino borchiato, pantaloni di pelle e anfibi si aggira per un desertico mondo post-apocalittico alla ricerca della sua amata Julia. Le uniche sue armi: un infinito numero di giubbini e la Divina Scuola di Hokuto, antica arte marziale millenaria basata sulla pressione di specifici punti segreti che, se sapientemente sfiorati, portavano alla deflagrazione istantanea del povero malcapitato di turno. Come si può osservare, Kenshiro non era un tipo portato per la diplomazia, alla stregua di Braccio di Ferro e Wolverine.

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Torniamo a noi.

La giornata inizia come sempre con il Frühbesprechung che inizia verso le 8:10 e dura un’oretta scarsa. Vengono descritti i pazienti presi in carico il giorno precedente e si parla con il diensthabender Arzt (il medico che era di turno il giorno prima) chiedendogli se è successo qualcosa di particolare durante la notte. Alla riunione partecipano anche gli infermieri, i nutrizionisti e i fisioterapisti per informarci sui progressi dei vari pazienti e se ci sono stati degli impedimenti durante la riabilitazione (ad es. il paziente ha avuto la febbre e di conseguenza non ha fatto gli esercizi prescritti).

Dopodiché verso le 9 inizia il lavoro vero e proprio e consiste in:

  • Ricoverare i nuovi pazienti. Questi ci vengono notificati dai vari ospedali il giorno prima e vengono poi suddivisi fra noi medici. In genere sono 5 ricoveri per medico al giorno. È un processo lungo, può durare anche un’ora. Si visita il paziente in tutta la sua interezza, si controlla il piano farmaceutico e se necessario si cambia qualcosa, infine si pianifica il piano riabilitativo. In una parola: SCARTOFFIE!
  • Controllo della ferita e cambio del bendaggio dei pazienti già allettati. I pazienti sono classificati in base al tipo di ferita, se è una ferita che può essere controllata dalla sola infermiera o deve essere documentata dal medico ed è quindi necessaria la sua presenza. Qui si perde la metà della giornata, l’altro giorno da solo ho visitato una quarantina di persone.
  • Abschlussuntersuchung, cioè la visita finale del paziente. Qui si osserva se il ricoverato è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati insieme al medico al momento del suo arrivo in clinica. Di conseguenza, bisogna accertarsi se egli riesce ad occuparsi delle mansioni quotidiane da solo o se nonostante la riabilitazione ha bisogno di un ulteriore aiuto. In quest’ultimo caso, si contatta il Sozialdienst, organo ospedaliero che si occupa della gestione post-ricovero del paziente.
  • Il giro delle visite viene svolto dal primario e dai due Oberarzt da soli e solamente una volta a settimana per piano. In queste “ricognizioni” si valutano tutti gli aspetti del paziente, dalla terapia al tipo di alimentazione seguita. Se ci sono particolari problemi, il ricoverato si reca dall’infermiera del piano, la quale contatterà uno strutturato che rivisiterà l’allettato alla prima occasione. È in questa occasione che si applicano le conoscenze della Divina Scuola.

Aspetti positivi:

  • Non ci si alza più alle 5:30 per essere in reparto prima delle 7 per fare il giro visite e l’assonnante Briefing mattiniero delle 7:30. Almeno qui si sta davvero svegli e si capisce di più.
  • Si sta a stretto contatto con i pazienti e si notano davvero i loro progressi. La loro felicità e i loro ringraziamenti alla fine della degenza sono il risultato di quanto di buono è stato fatto! 😀
  • Per un medico che ha appena iniziato a lavorare in Germania e sta attendendo la deutsche Approbation, la Rehaklinik è il luogo giusto dove poter iniziare, a mio modesto parere. È anche il luogo giusto dove poter lavorare dopo la specializzazione: orari certi, ritmi normali, poco stress e alto livello di collegialità sono i punti chiave di questo tipo di cliniche!
  • Non ci sono le notti, ma soltanto dei Rufdienst, cioè si è reperibili telefonicamente e in caso di emergenza bisogna raggiungere l’ospedale nel giro di 15 minuti. I Dienst non vengono pagati chissà quanto, ma qualsiasi “manovra medica” effettuata in questo turno viene documentato e pagato a parte.
  • Non c’è il pronto soccorso, con tutto lo stress annesso. Ho detto tutto.

Aspetti negativi:

  • Non c’è il pronto soccorso, nel senso che l’avere a che fare ogni giorno con casi sempre nuovi aiutava ad allenarsi in certe pratiche ambulatoriali (drenaggio di ascessi, mettere i punti, fare un gesso o una stecca, ect.) e a “familiarizzare” con lo stress e particolari problematiche.
  • Non ci sono sale operatorie.
  • Il salario base è leggermente inferiore a quello di un ospedale. I Dienst dovrebbero colmare il gap. Si parla di una media di 6 reperibilità al mese. Il turno del weekend è senza limiti: si comincia alle 8 di venerdì e si conclude lunedì alle 16:30. Non sono previsti recuperi.
  • Nonostante sembri una vita leggera, il lavoro da fare c’è sempre ed è davvero una mole enorme. Molte scartoffie da compilare, frequenti colloqui con colleghi degli altri ospedali o con le Krankenkasse, discussioni con personale vario. Inoltre a causa dell’inizio così tardivo della riunione, si lavora ufficialmente fino alle 16:30, ufficiosamente si rimane fino a tardi.

Nel complesso devo dire che in questi giorni mi sono trovato davvero bene, anche perché partivo da aspettative molto basse. Inoltre sia il primario che i colleghi mi hanno accolto benissimo e mi hanno fornito una quantità enorme di materiale che sto cercando ancora di “metabolizzare”. Sinceramente parlando, è il posto in cui mi stanno trattando meglio finora, sotto qualsiasi punto lo si guardi. Comunque a seguito di ciò che ho visto e fatto ho deciso di iscrivermi ai corsi di formazione di terapia manuale a Boppard, molto rinomata fra gli ortopedici tedeschi.

Adesso torno a studiare il manuale di Hokuto che mi hanno fornito, sperando di essere un po’ più diplomatico di Kenshiro.

Gian Marco