L’angolo della posta – la Germania non è l’El Dorado: la storia di Light

Riporto la email del mio collega Light (nome di fantasia) e la mia relativa risposta che contiene un tema che è più o meno all’ordine del giorno: la vita dello specializzando italiano all’estero.

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Piccolo prologo: Light è un giovane collega che mi ha contattato privatamente quasi un anno e mezzo fa. Prima di affrontare questa avventura ha studiato tedesco per più di due anni e durante il corso di laurea ha fatto un anno di Erasmus in un’università della Vestfalia. Prima di partire aveva già tentato una volta il test nazionale per le specializzazioni mediche. In Germania era specializzando in cardiologia.

Lettera di Light:

Ciao Gian Marco, l’ultimo messaggio che ti ho mandato risale ormai a marzo, ma non sapevo come e cosa scriverti perché mi vergognavo un po’: all’inizio di agosto sono tornato in Italia e dopo tutti i consigli e l’aiuto che mi hai dato mi sentivo malissimo a dirti cosa avevo deciso di fare. In pratica fino all’inizio di aprile le cose andavano abbastanza bene, ma (me ne sono reso conto a posteriori) il motivo era che non mi avevano ancora dato tutti e dodici i letti che avrei avuto a regime. Quando invece a Pasqua sono arrivato ad avere i miei dodici pazienti gli orari sono diventati per me ingestibili: dovevo arrivare la mattina massimo alle 7:00 (so che tu devi arrivare anche prima), a pranzo non avevo tempo per mangiare nulla e la sera non finivo MAI prima delle 22:30 (in genere almeno un paio di volte la settimana finivo verso mezzanotte). Tornavo a casa, mangiavo qualcosa e andavo direttamente a letto. Avevo davvero tanto da fare, dovevo dimettere sempre almeno 5 pazienti al giorno (sono arrivato a dimetterne anche nove) e il primario voleva delle lettere di dimissione perfette e complete e quando non avevamo qualche informazione dovevo telefonare al medico di base del paziente in questione o anche negli altri ospedali per farmi mandare via fax le lettere di dimissione dei ricoveri precedenti. A luglio ho cominciato a fare le guardie nei weekend e mi hanno detto, quando ho chiesto quando avrei potuto fare qualche giorno di ferie, che avrei potuto prendermi tre giorni a novembre, ma che poi era tutto pieno fino al 2017. Tra maggio e giugno avevo perso 5kg, la gente aveva cominciato a chiedermi se stavo male (il problema maggiore era in realtà che facevo solo un pasto al giorno…). Ho parlato molto con l’Oberarzt che era responsabile dei miei letti e un paio di volte col primario, ma nessuno dei due ha trovato un modo per cambiare le cose. Il 13 di luglio mi sono licenziato, ho lavorato fino ai primi di agosto e poi sono tornato in Italia. Non sapevo che altro fare, il mio corpo non reggeva più già da molte settimane.

La settimana scorsa c’è stato l’esame di specialità in Italia; quest’anno c’è una graduatoria unica per tutte le specialità e quando arrivano alla tua posizione in graduatoria puoi esprimere tre preferenze e se c’è un posto libero vieni assegnato. Ci siamo iscritti in 15000 per 6000 posti […] dovrei poter fare qualcosa, anche se quasi sicuramente non una specialità clinica perché sono già quasi tutte piene e hanno scelto solo i primi duemila in graduatoria. Sto pensando di provare a mettere qualche specialità dei servizi, forse qualcosa in cui non si debbano fare la notti e le guardie nei festivi. Sapevo che in Germania si lavorava tanto, ma 15-17 ore tutti i giorni non sono proprio riuscito a reggerle; addirittura col timore di trovare una situazione simile in Italia forse non sceglierei più delle specialità cliniche anche se fossero rimasti dei posti liberi… Più vado avanti, più ammiro il tuo percorso. Io non ce l’ho fatta e come ti dicevo non sapevo se scriverti perché mi hai aiutato tanto e mi sento “in colpa” nei tuoi confronti per aver lasciato il posto. Tuttavia volevo ringraziarti di nuovo e spero che tutto stia andando per il meglio.

Un saluto,

Light

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La mia risposta:

Caro Light,

innanzitutto non c’è nulla da vergognarsi e non mi sento di biasimare la tua scelta.

Come hai potuto constatare la specializzazione in Germania è molto tosta e da Ausländer lo è ancora di più.

Non è per niente facile lavorare in maniera così usurante in un’altra lingua e ti capisco benissimo quando affermi che “mangiavi una volta al giorno”. Ci sono passato anch’io.

Io spero che ti sia ripreso e che sia di nuovo in salute. Ti auguro inoltre di trovare al più presto la serenità, sono certo che ce la farai.

In ogni caso tienimi informato sulla tua situazione.

Per qualsiasi cosa sono qui.

Un abbraccio,

Gian Marco

Questo è stato lo scambio di lettere.

Come avete letto, la vita dello specializzando in Germania è abbastanza dura.

Non ho voluto pubblicare questo scambio per scoraggiare o fare del terrorismo.

Vorrei solo invitare i colleghi che decidono di intraprendere una specializzazione all’estero a pensarci bene prima di compiere il grande passo, perché come si è visto e come vi ho sempre raccontato qui in Germania non regalano niente a nessuno.

C’è da mettere in conto anche tanti rischi, come i licenziamenti durante o alla fine del periodo di prova, contratti non prolungati, i tagli al personale con conseguenti ricollocamenti o, come in questo caso, problemi di salute vari.

Dato che molti colleghi come Light hanno investito o stanno investendo tempo, soldi, affetti ed energie per seguire i propri sogni, non vorrei che ciò che è accaduto al collega possa succedere anche agli altri.

Gian Marco

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“Ante-Grimorio” o “elenco delle domande e degli argomenti del mio corso di laurea”

Capita anche a voi di rimettere a posto i file del PC?

A me succede continuamente.

Fra appunti, articoli, prenotazioni e biglietti devo fare un repulisti del desktop e delle varie cartelle almeno una volta ogni tre mesi.

In questi giorni mi è capitato fra le mani un file doc che forse a causa dei continui trasferimenti da un drive ad un altro non riuscivo ad aprire.

Dopo aver praticamente perso un pomeriggio per la riparazione, la decriptazione e il nuovo salvataggio ho avuto una graditissima sorpresa. Quel file era l’elenco delle domande che avevo raccolto durante i miei giorni a Medicina.

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Anni fa la facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo si avvaleva dell’ ormai mitologico forum del SISM, in cui nella sezione “cosa ti ha chiesto?” venivano catalogate le domande poste dalle diverse commissioni di esame per ciascuna materia.

Se devo essere sincero, l’obiettivo originario del mio sito era quello di illustrare i vari elementi e processi che mi hanno permesso di redigere la tesi. Fra il materiale a mia disposizione c’era anche il mio elenco delle domande, ricopiate dal forum.

Poi però diverse cose sono cambiate e alla fine ho optato per una sorta di “diario di bordo” della mia esperienza qui in Germania.

Dato che le domande sono davvero molteplici, ho deciso di riportare qui di seguito soltanto quelle di sei materie: una per anno accademico. Il resto lo metterò su un file pdf alla voce “Grimorio” del sito.

Ho fatto un semplice “copia e incolla”, perciò mi scuso in anticipo degli “orrori” ortografici che troverete.

Come vi accorgerete leggendo, il mio stile di scrittura è cambiato nel tempo! J

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Istologia ed embriologia

Un’altra materia in meno!!!

Allora:

Pre-esame con Bonaventura:

-Fissazione (vita, morte e miracoli)

-Lisosomi

-Autolisi

-Microscopio a contrasto di fase

 

Esame sempre con Bonaventura:

-Tessuto epiteliale (generalità)

-Epitelio sensoriale

-Tessuto nervoso

-Tronco nervoso

-Spermatogenesi

-Somiti

 

Consiglio: studiate la citologia, il t. epiteliale, le ghiandole, il sangue e il t. nervoso dalle dispense che si trovano nelle varie fotocopisterie o nel sito del sism: risparmierete molto tempo e poi il prof li vuole sapere parola per parola! Il resto potete farlo tranquillamente dal libro (t. trofomeccanici, emopoiesi, t. linfoide, t. muscolare)! Naturalmente non scordatevi l’embriologia generale dal Rosati!

Non preoccupatevi: il prof. Bonaventura è un signore, vi mette a vostro agio, però vuole ragazzi preparati davanti a lui!

Datevi da fare e in bocca al lupo!!!

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Biochimica

E anche questa È andata!!!

Allora, Proff. Tesoriere e Lauricella:

– Pigmenti biliari;

– fosforilasi epatica e muscolare (qual è la più veloce delle due? Quella muscolare!);

– Ictus cerebrale e ruolo del glutammato;

– steatosi epatica: cos’è, cosa succede nell’etilista cronico

 

Consigli:

– Libro: Siliprandi, da integrare ASSOLUTAMENTE con gli appunti (il libro è completo, ma chiede cose che ha spiegato a lezione!)

– Tiene in considerazione il lavoro di gruppo!

– Cercate di andare a trovare i professori: ci tengono!!(Avevo un problema con il libretto e lui “non si ricordava di me”)

In bocca al lupo a tutti!!!

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Fisiopatologia clinica

E finalmente è andata anche questa!

Esame di Fisiopatologia Clinica (Nuovo Ordinamento) con i prof. Pinto e Fiorentino.

Prof. Pinto:

–        Arteriopatia obliterante periferica

–        Ipertensione arteriosa

Prof. Fiorentino:

–        Ittero di interesse chirurgico

–        Ernia Iatale paraesofagea (da rotolamento)

 

Suggerimenti:

–        Appunti: sono INDISPENSABILI ED ESSENZIALI per poter affrontare questa materia in tempi ragionevoli e con ottimi risultati (io ho impiegato circa un mese). Meglio se sono vostri: da Silvana appunti di Fiorentino non ce ne stanno (“perché il prof o spiega male o non spiega” dice lei), per quanto riguarda Pinto c’è il solito malloppo da “scremare”…

–        Libri: io ho usato il Rugarli e il Dionigi (sappiate che sono recuperabili anche sul Mulo…a buon intenditor poche parole!!!). Li ho usati per capire meglio o per controllare alcuni valori che i prof davano a lezione.

–        Programma: il vero problema di questa materia. Non si capisce cosa si deve fare: si studiano quegli argomenti del suddetto malloppo perché “si è sempre fatto così”(?)!!!! quindi, in base al malloppo, alle domande che fanno agli esami e agli appunti che ho preso a lezione, ho stilato un programma di massima:

PER LA CLINICA: 1) equilibrio acido-base; 2) Omeostasi della Pressione arteriosa: shock, meccanismi regolazione della pressione arteriosa, ipertensione, tiroide (ormoni tiroidei) e paratiroidi; 3) Malattie aterosclerotiche e dei vasi: aterosclerosi, ischemia cerebrale, cardiopatia ischemica, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, AOP, IMA, ictus, arteriopatia diabetica; 4) febbre e ipertermie; 5) malattie del sangue: anemie(fare solo quelle che spiega a lezione come, ad esempio, le a. sideropeniche), emostasi; 7) sindromi metaboliche: diabete, sindrome plurimetabolica, iperlipoproteinemie; 8) vizi valvolari (quelle piÙ frequenti); 9) malattie che causano insufficienza renale, respiratoria ed epatica (a parte quelle in programma fare quelle piÙ comuni e/o frequenti);

PER LA CHIRURGICA: 1) Patologie esofagee: discinesie, esofagiti, GERD, ernia iatale; 2) ernie (soprattutto l’inguinale); 3) Patologie ano-rettali: prolasso, emorroidi, ragade, fistole; 4) Calcoli biliari e Itteri; 5) Addome acuto: occlusioni, appendiciti, emorragie digestive, peritonite; 6) Pancretiti.

–        Esame: veloce e tranquillo, l’unico che non riesce a metterti a proprio agio è Pinto, ma non lo fa apposta: è il suo modo di fare. Mandano tranquillamente, non dico a prima domanda ma a seconda domanda…o continui oppure arrivederci al prossimo appello!!!

In bocca al lupo a tutti!!!

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Patologia sistematica 2

Commissione Cammà – Siragusa:

Cammà: Chron, epatocarcinoma, sindrome epatorenale

Siragusa: anemie emolitiche coombs + e -: quali sono le differenze; leucemia prolinfocitica

 

Materia: lunga e complessa;

Libri e appunti: Craxì pretende che si studi dal Rugarli, Cammà invece vuole l’Unigastro; per ematologia basta il Castoldi + dispensa di ematologia dell’università di pavia (se googlate le precedenti parole o le scrivete sul Mulo non avrete problemi a trovarlo);

Tempistica: 2 mesi al massimo;

Note varie: Craxì è molto severo e pretende molto, anche troppo: il mio consiglio è che se non è presente all’appello, provate la materia, perché riuscireste certamente a prendervela. Se lui invece c’è, spero per voi che siate fra i primi, perché sia io che altri colleghi abbiamo notato che il prof. tende a bocciare gli ultimi ragazzi per motivi allucinanti, sembra quasi che ci tenga ad avere una “media di bocciati” per ciascun appello; Siragusa aiuta tantissimo: sa che la sua materia è ostica e aiuta a ragionare, quindi non vi preoccupate se non siete preparatissimi; Cammà(che a quest’appello ha sostituito Craxì) chiede gli argomenti in programma: tiene molto alle classificazioni e ai fattori di rischio (di ogni patologia li vuole sapere TUTTI, in ordine di frequenza!).

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Anatomia patologica

Ora mi posso considerare mezzo medico!!!

Commissione Aragona-Rodolico:

Prof. Rodolico:

“Vuole iniziare con una patologia infiammatoria o neoplastica?”

– Tumori del testicolo (descrizione generale, poi parallelismo con i seminomi; “un paziente può avere un seminoma e un teratoma?” si, anche se classificati sembrano differenti, in realtà entrambi sono TUMORI DEL TESTICOLO!);

– Tiroiditi (sempre in generale, poi mi sono focalizzato sulla tiroidite di Hashimoto!)

– “Un paziente può avere Linfomi nella cute?” Si, perché OVUNQUE CI SIANO VASI LINFATICI, CI POSSONO ESSERE LINFOMI!”

Prof. Aragona:

– Malattia di Alzheimer (“come appare il cervello macroscopicamente?” A “gheriglio di noce”!)

 

Consigli e suggerimenti:

– Materia molto vasta, ma semplice: avere dato prima oncologia mi ha aiutato molto (i tumori rappresentano l’80% del programma!);

– Ho studiato da appunti miei + appunti di medpashare (ottimi) + Robbins per gli argomenti che non ha spiegato (sistema endocrino e emopoietico): si deve fare tutto il programma, possono chiedere qualunque cosa;

– La materia diventa semplice quando ti rendi conto che uno stesso quadro anatomo-patologico corrisponde a più malattie: alla terza settimana, infatti, ho ripetuto gli argomenti in base al quadro clinico, quindi prima tutti i tumori, poi tutte le patologie che davano infiammazioni acute, infine tutte quelle che davano infiammazioni croniche! In questa maniera basta solo ricordare la/le particolarità di ogni singola patologia;

– Infatti, in questo modo, ho impiegato 30 giorni netti => 2 settimane di ripetizione a forza bruta, 1 settimana per ripetere gli argomenti riuniti come sopra, 1 settimana, infine, per ripetere gli argomenti riuniti secondo il danno (“quali sono le patologie in cui compaiono i granulomi? TBC, Wegener, Crohn”)! Risultato eccellente!!!

– Professori tranquillissimi: il prof. Rodolico è come Zummo, basta dire le 4 cose che lui vuole sapere e poi si discute assieme a lui su tutto lo scibile umano; il prof. Aragona tiene molto alle sue lezioni, mette qualche punto in più a chi ha seguito, ma solo se lo meritano! I prof. tendono a non bocciare mai, quindi andateci preparati!

In bocca al lupo a tutti!!!

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Ortopedia, fisiatria, chirurgia plastica/Specialità medico-chirurgiche 2

EVVAI!!!! ULTIMO ESAMEEEE!

Commissione D’Arienzo – Letizia Mauro (la Cordova non c’era)

D’Arienzo: scoliosi

Letizia Mauro: spalla dolorosa, magnetoterapia

 

Materia: semplice e leggera;

Libri e appunti: per D’Arienzo ho usato il Mancini e Morlacchi (le sue lezioni e quelle degli assistenti sono prese pari pari da lì), per la Letizia ho usato gli appunti; per la Cordova vanno benissimo gli appunti + il Faga;

Tempistica: 2 settimane;

Note varie: D’Arienzo è molto tranquillo, basta attenersi a quello che ha spiegato; la Letizia è un po’ “particolare”: pretende che le si dica quello che lei ha spiegato fino all’ultima virgola, sennò comincia ad ululare; la Cordova, vedendola agli esami precedenti, è tranquillissima: chiede sempre un argomento a piacere e dopo fa una domanda sempre su quell’argomento. Nota particolare: sono velocissimi ad interrogare, in un’ora avevano già finito (eravamo una dozzina in totale)!!

Dato che questa era la mia ultima materia, mi sembra giusto ringraziare tutti coloro che hanno scritto le domande su questo forum e i ragazzi del SISM: nessun’altra facoltà IN ITALIA ha questo tipo di servizio, una delle (poche) cose buone di questa Università. Complimenti, ragazzi!!!

Grazie mille ancora e in bocca al lupo a tutti!

 

Gian Marco

Diversità…nei servizi – I trasporti

Croce e delizia di questi ultimi tempi, è la rete ferroviaria tedesca.

Scrivo “croce e delizia” perché recentemente si stanno avendo dei seri problemi di ritardo a causa del rifacimento di intere tratte ferroviarie e di stazioni.

Purtroppo anch’io ho avuto problemi in tal senso, ma la Deutsche Bahn (le ferrovie dello stato tedesco) mi ha sempre garantito più di un’alternativa oltre che un rimborso.

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Al contrario, leggo che certi miei connazionali si lamentano a prescindere della situazione. Io mi chiedo: ma da quale parte di Italia provengono???

Come molti sapranno, io sono nato a Sciacca in provincia di Agrigento, famosa per essere l’ultima provincia d’Italia. È una zona per molta parte brulla.

Non abbiamo treni.

Non abbiamo autostrade.

Non abbiamo aeroporti.

Abbiamo però il Carnevale più antico d’Italia (!).

Per me che vengo “da giù” potete immaginare la sorpresa quando, appena arrivato in Germania, il cartello della fermata mi avvisava che in due minuti si sarebbe fermato il treno che aspettavo. La seconda sorpresa è stata che il treno è arrivato un minuto prima.

Comunque non è un caso che una delle prime cose che insegnano nei Kurs di tedesco sono i vari tipi di treno.

Ce ne sono un’infinità, ciascuno con la propria specifica funzione.

Premetto già da adesso che non voglio entrare nel dettaglio, esiste Wikipedia proprio per questo. 🙂 ( https://de.wikipedia.org/wiki/Liste_von_Zuggattungen#Fernverkehr )

I tipi principali da conoscere, secondo me, sono questi:

Straßenbahn

In Italiano “tranvia”. È la struttura di circolazione terrestre idonea al passaggio dei tram. Non fate come certi amici: pagatelo il biglietto! L’importo della multa è di molto superiore all’abbonamento MENSILE cittadino.

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S-Bahn

Sarebbe la cosiddetta “metropolitana di superficie”. Permette il collegamento fra quartieri nelle grandi città. Dato che spesso questi treni partono da sottoterra e arrivano fino alle zone più piccole, spesso non si riesce a capire dove inizia la S-Bahn e dove finisce la U-Bahn.

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U-Bahn

È la metropolitana vera e propria. In genere, vi sono delle “gabbiotti” in cui un addetto vi potrà fornire una mappa della rete metropolitana cittadina.

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Se si va a visitare un grande centro, conviene comprare il biglietto giornaliero o per 3 giorni. Esso è valido per tutti i mezzi di trasporto sopracitati. Inoltre più è grande la comitiva di persone, più è bassa la tariffa cumulativa da pagare.

Regional Express (RE)

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È il treno che si usa maggiormente per gli spostamenti nella regione. Ferma a tutte le stazioni.

Intercity (IC)

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Treno a lunga percorrenza. Collega le stazioni di grandi città e di qualche città più piccola o di una certa rilevanza. In base alla mia esperienza, conviene viaggiare sulla prima classe: la seconda è perennemente strapiena e si rischia di viaggiare per ore in piedi.

Intercity Express (ICE)

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È il treno ad alta velocità. Oltre a servire le grandi stazioni e gli aeroporti tedeschi, permette il collegamento fra diverse città europee.

Piccola parentesi.

Non so come funzioni al Nord Italia, ma in Germania le tariffe ferroviarie sono di due tipi, la „Sparangebote“ e la „Flexpreis“. Per ciascuna si può scegliere la classe, prima o seconda.

La prima è la tariffa economica, valida SOLO E SOLTANTO per i treni e le coincidenze prescelte. In pratica, se si salta una coincidenza, bisogna rifare il biglietto.

La Flex è invece la tariffa flessibile. Copre la tratta richiesta con TUTTI i treni e le coincidenze scelte a partire dall’ora di acquisto del biglietto.

Se si va sul sito della Deutsche Bahn (www.bahn.de) e si clicca su “Weitere Optionen”, oltre a potersi sbizzarrire sulle varie tariffe, si può impostare il tempo di attesa minimo delle coincidenze (“Umsteigezeit”).

Esempio pratico. Se si viaggia con bagagli, moglie e figli, non ha senso prendere un treno che parte 3 minuti dopo da un altro binario distante 500 metri! Bisogna tener conto dei ritardi!

In base alla mia esperienza:

–        Se si cambia da un RE ad un RE, la coincidenza si riesce a prendere anche con un intervallo di tempo irrisorio. Se il primo treno è in ritardo di 5 minuti, il capotreno aumenta la velocità e riesce alla lunga anche ad annullare il ritardo.

–        Se si cambia da un RE ad un IC o ICE, si riesce a fare il cambio con un intervallo di tempo non inferiore ai 10-15 minuti, dipende dove è il binario del secondo treno.

–        Se si cambia da un IC o ICE ad un RE, dovete calcolare un intervallo di almeno 15 minuti. Se l’IC/ICE è in ritardo, spesso lo è di molto e anche aumentando la velocità il pilota riesce a riguadagnare solo 5 o 10 minuti.

Chiusa parentesi.

Poco dopo aver cominciato a lavorare, ho sottoscritto un abbonamento con la Deutsche Bahn. Pagando una modica cifra, ho diritto ad uno sconto – 25% o 50% a secondo dell’offerta – su tutte le tratte senza limiti di percorrenza e chilometraggio, principalmente sulle tariffe flessibili. Il tempo iniziale “di prova” è di 3 mesi, i quali si estendono AUTOMATICAMENTE in un abbonamento annuale, se non si avvisa la compagnia sei settimane prima della scadenza dell’abbonamento di prova.

Di tariffe e abbonamenti ce ne sono a bizzeffe, sta a voi capire se conviene sottoscrivere un abbonamento e, se sì, quale. Esistono Abo a prezzi agevolatissimi per i giovani studenti e per i pensionati!

Appendice: Flixbus

Piacevolissima scoperta! Proprio in questo periodo ne sto facendo uso. Oltre ad avere un costo molto più contenuto rispetto ai treni, hanno un tempo di percorrenza inferiore rispetto alla rete ferroviaria e i ritardi sono minimi. I contro: le diverse fermate fra città intermedie della durata diversi minuti. In più nelle alte percorrenze si fermano a lungo solo una volta e il bagno a bordo potrebbe essere fuori uso.

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Armatevi quindi di cuscino ergonomico, pannoloni o di bottiglie vuote di “Mezzo Mix” (chi vive in Germania sa di cosa parlo!).

Gian Marco

Cum grano salis

Dopo quasi un anno sono riuscito a scendere in Italia, in Sicilia.

Devo dire che ci voleva.

Ci voleva davvero.

Ritrovare gli odori, i colori e i sapori ma soprattutto le amicizie e gli affetti mi stanno aiutando a ricaricare le batterie.

Avendo più tempo libero, riesco anche a rispondere finalmente alle decine di messaggi ed e-mail che ricevo quasi ogni giorno, anche se devo dire che normalmente quando posso rispondo quasi subito.

Certo, anche a me capita che gente sconosciuta si permette di aggiungerti come amico su Facebook, scrivere commenti stupidi sotto una foto mostrando un’ inspiegata confidenza nei nostri confronti senza alcun valido motivo e volere sempre e comunque ragione. Basta non tenerne conto.

Credo che per ogni cosa che diciamo o scriviamo ci vorrebbe un po’ di buon senso. Quel tanto che basta per non farci condizionare o travolgere dagli eventi.

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Ritornando alle e-mail, molto spesso riesco ad individuare il tipo di persona già da come mi scrive o dal tipo di discorso che fa.

Avete presente quelli che riescono a intuire la personalità dell’interlocutore in base al tipo di scarpe indossate o al colore dello smalto per unghie? Ecco, uguale.

Piccola postilla per chi avesse intenzione di chiedere informazioni a me o ad altri colleghi:

Come si scrive una e-mail

  • Dare del Lei alla persona a cui ci si rivolge.
  • I ringraziamenti, anche se non obbligatori, sono graditi, vi fanno fare bella figura, oltre al fatto che lo stesso collega si mostrerà ben disposto nei vostri confronti anche nelle e-mail successive.
  • Possibilmente scrivere anche un’e-mail di risposta, altrimenti al destinatario sembrerà di rispondere a vuoto.

Ricordatevi inoltre che chi vi risponde, dedicando una mezz’ora del suo tempo, magari è un collega che smonta da un turno di almeno 12 ore o dalla notte precedente. Quindi se non vi riscrive entro un nanosecondo abbiate pazienza per favore.

Per quanto mi riguarda, questo è un periodo “strano”.

Ormai sono in un’età in cui i miei coetanei si sposano e fanno figli, cominciano a sistemarsi e ti chiedi “ma fino a ieri tutti noi non giocavamo a ‘schiaccia sette’ in spiaggia?”.

Personalmente parlando non mi faccio troppi problemi: al momento giusto, mi sistemerò. Questa frase ha tenuto a bada il parentado nei confronti di mio fratello fino adesso, non vedo perché non possa funzionare con me!

Dal punto di vista professionale sto tentando di capire cosa mi conviene fare in futuro, se dedicarmi all’attività privata, alla carriera ospedaliera o altro ancora.

Sto pensando di continuare lo studio del tedesco puntando all’esame di C2, ma sto anche vagliando la possibilità di un cambio di specializzazione, avendo l’Ortopedia come punto fermo. Una doppia specializzazione non sarebbe male, ma voglio valutare bene.

I motivi? Ce ne sono tanti. In generale:

  • Qualità di vita scesa allo zero assoluto. Non è più concepibile essere di turno sia a Natale che a Capodanno e tornare in Italia una volta l’anno.
  • Problemi di salute vari (tranquilli, non sto morendo!). In ogni caso mi sto impegnando in tal senso riprendendo la mia antica passione, la corsa.
  • Nuove prospettive che non avevo valutato: le opportunità e le offerte che ho vagliato in questi mesi sono molto allettanti e di conseguenza non ho ancora un’idea chiara sul da farsi.

Forse è ancora troppo presto per pensarci. In ogni caso rifarei la stessa, identica scelta.

Ormai l’Italia non è un paese per giovani.

Gian Marco

 

Tre anni (e terzo Ferragosto) in Germania

Secondo alcuni il tempo scorre lento ma inesorabile.

Per me invece è stato assurdamente veloce.

L’altro giorno mi ha scritto il mio ex coinquilino violinista/violista/mandolinista: dopo 10 anni circa di supplenze è riuscito ad entrare di ruolo in una scuola media della sua città!

10 anni.

Mi sembra ieri quando cercava di fare lezione ai suoi due allievi con 50 gradi all’ombra in quel di via d’Alessio a Palermo. Nel mentre cercavo di studiare Istologia da quello schifo di libro che era il Rosati. Ancora oggi, se ci ripenso, ho i brividi.

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Mi ricordo anche quando tentò di fare lezione il Venerdì Santo, ma in quel caso intervenne la Giustizia Divina: una varicella fulminante lo colpì.

Risultato: gli allievi furono felici di passare le vacanze di Pasqua in tranquillità, il coinquilino musicista rimase per un mese allettato e il morbo colpì anche me.

Riuscii comunque a sostenere gli esami prefissati, per fortuna, ma dopo rimasi a letto per 3 settimane.

Sulle mie bizzarre avventure come studente di medicina a Palermo si potrebbe aprire un altro blog, però credo che la cosa migliore sia quella di ricordare qualche episodio a mo’ di esempio in qualche post futuro.

Il messaggio dell’ex coinquilino mi ha fatto inoltre pensare che sono trascorsi ormai 3 anni da quando mi sono trasferito in Germania e questo è il terzo Ferragosto che passo in Germania.

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Ripensando alle “avventure” di Palermo e agli ultimi anni qui mi sono reso conto di quante vicende siano accadute in questi anni e di quanto io sia cambiato.

L’inizio in terra teutonica è stato abbastanza duro: nuova cultura, nuovi usi e costumi, meteo diverso e un altro modo di intendere la vita.

Pian piano poi sono riuscito a districarmi e ad andare avanti, ma è chiaro che ho avuto un ottimo sostegno su tutti i fronti.

Dovrò sempre dire grazie in primis ai miei genitori che hanno sostenuto con forza la mia seppur dolorosa scelta.

Allo stesso modo ringrazio Cord, Viza e tutta la loro meravigliosa famiglia per il supporto non solo logistico, ma soprattutto morale. Loro sono la mia seconda famiglia.

Senza contare le tantissime persone che ho incontrato e che mi “hanno dato” qualcosa. Con molti di loro sono in contatto, alcuni si sono persi per strada causa altre scelte di vita, con i migliori sono diventato amico.

Vorrei anche spezzare una lancia nei confronti del popolo tedesco.

È gente che, come noi, lavora sodo, ama la famiglia e il tempo libero e quando ho avuto davvero bisogno si sono fatti in quattro per darmi una mano. Quindi un gigantesco grazie va anche a loro.

Lo sto sottolineando proprio perché sto notando nell’ultimo periodo un aumento delle frustrazioni “vomitate” nei social network, oltre che un razzismo dilagante anche fra colleghi.

La vita non è rosa e fiori e non lo è neanche all’estero, ma questo non giustifica il terrorismo psicologico che cerca di farsi strada sui vari gruppi.

Parafrasando una celebre frase di Clint Eastwood ne “Il buono, il brutto, il cattivo”:

‘Il mondo si divide in due categorie: chi commenta e chi fa cose’.

Io faccio.

Buon Ferragosto!

Gian Marco

Die Fortbildungen – “I corsi di perfezionamento”

Come avevo già scritto, durante la specializzazione in Germania non ci sono delle vere e proprie lezioni frontali, ma le cosiddette Fortbildungen, cioè degli stage di aggiornamento e perfezionamento.

Normalmente vi sono dei corsi interni, cioè organizzati dallo stesso ospedale, o ci si può iscrivere a dei corsi esterni, cioè organizzati da varie associazioni mediche.

Per quanto riguarda i Fortbildungen interni, la frequenza varia in base a:

  • Voglia di fare dello Chef, che pensa, pianifica e infine delega.
  • Voglia di fare del singolo Referent, cioè il disgraziato che deve presentare l’argomento (solitamente uno specializzando single).
  • Tipo di argomento presentato.

Solitamente questi seminari si tengono all’interno della struttura ospedaliera e in orario post lavoro, ma non di rado possono svolgersi in una struttura comunale ed essere quindi aperte al pubblico. Come avete capito, queste “lezioni” hanno più che altro l’utilità di far aumentare il prestigio del Krankenhaus e del primario, piuttosto che avere un’utilità didattica.

In genere, infatti, gli Assistenzärzte spendono i primi risparmi nei più formativi ma senz’altro più costosi Fortbildungen esterni.

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Apro una piccola parentesi.

Durante il colloquio di lavoro, spesso si fa cenno ad un “Fort- und Weiterbildung mit entsprechender Freistellung und Finanzierung”, nel senso che l’azienda ospedaliera fornisce giorni e sostegno economico dedicato a questi corsi. Normalmente vengono offerti dai 5 ai 10 giorni all’anno – al di fuori delle ferie – e un rimborso spese di circa 1000 euro. Se sforate il “bonus”, è chiaro che dovete pagare di tasca vostra e sfruttare i vostri giorni di vacanza.

Tenendo conto che abitualmente questi seminari si svolgono durante il weekend e che ogni volta bisogna sborsare almeno 500 euro, capite bene che è opportuno dare una priorità a quali corsi seguire per primi.

Personalmente, il mio primario mi consigliò di frequentare “il più presto possibile” un corso base di protezione contro le radiazioni (“Grundkurs im Strahlenschutz”), la sua conditio sine qua non per svolgere legalmente le guardie notturne. Su vari forum di medici tedeschi ci sono decine di discussioni circa l’utilità di questa Fortbildung, la quale si svolge in due giorni, ha un esame finale e da sola dovrebbe “legittimare a fare le guardie”. In seguito vorrei riprendere il discorso in un altro articolo.

Per quanto mi riguarda, credo che i corsi a cui un ortopedico dovrebbe all’inizio dovrebbe far parte siano:

  • Corsi di sonografia dell’apparato locomotore
  • Corsi di agopuntura
  • Corsi di terapia manuale

Come qualsiasi altro corso, le Fortbildungen tedesche possono essere più o meno interessanti e teoriche, in quanto esse sono più improntate sul “saper fare” e anche sugli aspetti economici che possono comportare. Quest’ultimo aspetto è molto importante se si ha l’intenzione di lavorare in ambito privato e permette anche di capire i costi di gestione di molti ospedali.

Mito da sfatare: si possono seguire corsi che non siano legati alla propria zona lavorativa! Se, per esempio, vivo e lavoro a Berlino, posso tranquillamente seguire un seminario a Monaco, Homburg, Vienna e Zurigo.

Altri corsi utili sono il Notarztkurs (una specie di corso per il 118, ma molto più formativo) e i corsi come l’ATLS (Advanced Trauma Life Support).

Qui di seguito allego degli indirizzi che possono esservi utili:

  • degum.de : una delle più importanti società tedesche coinvolte nella organizzazione e gestione di corsi di sonografia.
  • manuelle-mwe.de : portale per seminari di terapia manuale per medici
  • daegfa.de : sito web dell’associazione medica tedesca di agopuntura

A presto

Gian Marco

La prima notte: 8 suggerimenti per principianti

“Non c’è pace per i dannati”.

Questo è quello che dice il dr. Mark Greene al giovane dr. Carter, quando vedono arrivare l’ennesimo ricovero alle 5 del mattino.

Dopo più di vent’anni (ammazza come passa il tempo!) dalla prima puntata di quella serie culto anni ’90, devo ammettere che il dr. Greene aveva pienamente ragione. Non appena si finisce di scrivere un’anamnesi e pensi “mo’ vado un attimo al bagno”, si presenta subito un altro ricovero.

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Dato che ci siamo passati un po’ tutti ma alcuni hanno appena incominciato la specializzazione nelle terra di Jürgen “Pantegana bionda” Klinsmann, ho pensato di stilare una lista di suggerimenti che potrebbero essere utili.

  • Conoscere (i pazienti) e farsi conoscere (dal personale).

Una delle prime cose da fare è cercare di stabilire un buon rapporto con il personale sanitario. Sembra una banalità, invece è il perno di tutto il nostro lavoro in ospedale. Aiuta anche sapere chi è stato ricoverato recentemente, dato che il diensthabender Arzt (cioè il medico che ha il turno) molto spesso il giorno prima ha avuto il recupero. Quindi se, ad esempio, la paziente XY non riesce a dormire bene negli ultimi giorni e i medici dei turni precedenti le hanno sempre dato un determinato sonnifero a causa di particolari interazioni o controindicazioni, fatelo cortesemente notare all’infermiera del reparto, in modo che non vi chiami alle due e mezza del mattino facendovi allarmare per niente.

  • Il Piepser o “Telefonino della Morte”

Sarà il vostro nemico più odiato. Portatelo sempre con voi. Non smetterà di suonare. Durante la notte, un semplice squillo può sembrare una tromba infernale. Per fortuna si può regolare il volume.

Un episodio abbastanza significativo.

Un giorno venne assunto un giovane Facharzt (cioè un medico appena specializzato) e, siccome si porgeva in un modo abbastanza sgarbato anche per gli standard tedeschi, le infermiere gli fecero capire “come si sta al mondo”. Durante la prima notte di guardia, il povero malcapitato venne svegliato ad intervalli regolari di 20 minuti e per i motivi più assurdi.

Due giorni dopo si è scusato con tutto il personale.

  • Conoscere i numeri più importanti

In genere c’è sempre un elenco con i numeri di telefono “da sapere” in reparto. Se non c’è, createvelo.

Gli “Indispensabili”: Station, Zentral Notaufnahme, Radiologia, Internista e Anestesista di turno.

  • Avere ben chiara la “catena burocratica

Purtroppo cambia da reparto in reparto. Cercate di avere ben chiaro su come si possa richiedere un particolare tipo di esame (EKG, CT, usw.), dove si trovano i vari strumenti e a chi chiedere un particolare consulto. Arriverete al punto di comprendere perfettamente tutto il meccanismo, ma solo quando, improvvisamente, la direzione deciderà di semplificare la burocrazia, adottando nuovi moduli e programmi e gettandovi di nuovo nella confusione.

Che cosa dicevamo sui dannati?

  • Notizbuch e compendi

Annotatevi sul vostro taccuino le patologie e le emergenze più importanti in ordine di frequenza. Naturalmente allegateci anche le procedure diagnostiche e la dose dei farmaci. Credetemi, vi aiuterà tantissimo.

Di compendi ce ne sono decine e di tutti i gusti. I più usati sono i libri della serie Checklist, suddivise per singola specialità, ed i Klinikleitfaden della Elsevier.

  • Stabilire le priorità

Le emergenze non arrivano mai da sole, anzi spesso e volentieri si alternano momenti di fiacca a “catastrofi” vere e proprie. Cercate di mantenere la calma e di dare una priorità agli eventi, dando spazio ai pazienti che necessitano subito un vostro aiuto. Serve anche per non giocarvi la “carta Oberarzt” troppo presto!

  • “Nicht verzagen, Oberarzt fragen”

Ovvero “non avvilirsi, chiedete al medico capo”. All’inizio si è sempre insicuri e agitati, è del tutto normale, soprattutto all’inizio. L’importante è avere ben chiaro il quadro da presentare al vostro Ober e sapere cosa chiedere. Quest’ultima abilità vi verrà naturale con l’esperienza.

E un “cazziatone” scapperà prima o poi, quindi rassegnatevi.

Vi ho già detto dei dannati, giusto?

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  • Ultimo ma non per ultimo: pensate alla vostra salute

Il nostro è un lavoro che comporta una spesa non indifferente di energie fisiche e mentali.

Prima e dopo il turno dovete assolutamente riposarvi, non sapete se e quando vi potrete distendere in ospedale e non si sa se il giorno dopo c’è un turno da coprire.

Cercate di mangiare bene, di bere molto e di portarvi durante il turno qualcosa di leggero da sgranocchiare. Personalmente, se mangio “all’italiana”, mi sopraggiunge sempre una fase post- prandiale caratterizzata da un abbiocco assurdo e voglia di zibibbo.

Infine, il consiglio supremo è sempre lo stesso:

Per imparare qualcosa, bisogna farla!

Perciò alla domanda “Ma come si fa il turno di notte?” la risposta è “facendo la notte!!!”

 

Gian Marco

P.s. a breve pubblicherò gli altri argomenti del grimorio, purtroppo ultimamente ho avuto pochissimo tempo. Inoltre fra poco ci saranno importanti novità lavorative, naturalmente vi terrò informati. Stay tuned!

F.A.Q. – Le domande poste più frequentemente sulla specializzazione medica in Germania

Dopo un periodo abbastanza intenso, riesco finalmente ad avere un attimo di respiro e tornare a scrivere.

Ultimamente ricevo diverse e-mail riguardanti la specializzazione medica in Germania e, dato che gli argomenti richiesti sono quasi sempre gli stessi, ho deciso di scrivere un articolo apposito che man mano aggiornerò in base alle varie novità legislative e non.

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Domande più frequenti:

–        Descrizione della specializzazione

Nei gruppi Facebook “Medici italiani in Germania” e “Doctors in fuga” e nel mio blog si è più che ampiamente parlato a proposito della specializzazione in Germania.

Cosa fare?

  • collegarsi a Facebook tramite il proprio Pc.
  • iscriversi ai suddetti gruppi.
  • sul lato sinistro della pagina principale dei gruppi c’è una lente di ingrandimento che permette una rapida ricerca di contenuti.
  • provate diverse parole chiave, come ad esempio “germania”, “approbation”, “tedesco”.
  • Abbiate pazienza per favore. Se non riuscite a dedicare due-tre serate a leggere i vari articoli dei gruppi o del mio blog, vuol dire che non siete davvero interessati a specializzarvi all’estero.

 

–        “Per specializzarsi serve per forza conoscere il tedesco? Non posso specializzarmi parlando inglese?”

Risposta breve: sì. Risposta lunga: CERTO CHE Sì!!! Come vi aspettate che vi capisca la tipica paziente tedesca, che ha un’età media di 60 anni e parla il dialetto tedesco del suo paese? Se vi hanno detto il contrario, vi hanno mentito, quindi non posso accettare risposte del tipo “ma il figlio dell’amico di mio cugino ha sentito dire che era possibile”.

E poi, che sia chiaro una volta per tutte:

  • Il livello B2 è il livello MINIMO richiesto per richiedere la licenza medica tedesca (la famigerata “deutsche Approbation”).
  • Il livello C1 è livello MINIMO richiesto che gli ospedali richiedono agli aspiranti specializzandi.

Realtà dei fatti: la maggior parte delle volte non basta nemmeno il livello C1, in quanto una cosa è superare un esame e ottenere la certificazione, un’altra è parlare, capire e lavorare in tedesco 14 ore al giorno.

Per avere un quadro più chiaro del concetto, vi rimando al seguente link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Quadro_comune_europeo_di_riferimento_per_la_conoscenza_delle_lingue

 

–        Lettera di presentazione e CV

Ne ho già ampiamente parlato qui

https://sagensie33.wordpress.com/2016/02/27/colloquio-di-lavoro-e-curriculum-vitae/

e qui

https://sagensie33.wordpress.com/2016/04/09/la-lettera-di-presentazione-das-anschreiben/

Sommariamente:

  1. Non superare le due pagine di CV.
  2. Non ci devono essere “buchi”.
  3. Scrivere le proprie esperienze LAVORATIVE fatte in ospedale: la guardia medica, anche se effettuata per 20 anni, non conta come vero e proprio lavoro per i tedeschi.
  4. Per carità di Dio, NON USATE IL MODELLO EUROPASS! Le segretarie non appena lo vedono lo cestinano direttamente.

Siti che vi possono essere utili:

 

–        Iter da seguire per presentare una candidatura

Mentre studiavo tedesco in Italia, avevo preparato tutti i documenti che mi potevano servire, tra cui:

– Curriculum

– Certificato di Abilitazione medica italiana

– Certificato o Diploma di Laurea

Estratto di nascita

Certificato di Maturità

Libretto sanitario

Dopo aver ottenuto il B2, ho preso la residenza tedesca e ho inoltrato la domanda per la deutsche Approbation (l’Abilitazione medica tedesca) all’Ärztekammer (Ordine dei Medici) di riferimento.

Per inoltrare la domanda erano necessari:

Currirulum (tradotto)

Certificato di Abilitazione medica italiana (ho consegnato una copia autenticata fatta in Germania, non l’originale) + traduzione della stessa da parte di un traduttore giurato scelto da un elenco datomi dall’Ordine

– una copia autenticata del Diploma di laurea + traduzione della stessa

– una copia autenticata del Certificato di Lingua B2

Promessa di assunzione (me lo fece il primario dell’ospedale in cui avrei fatto il tirocinio)

Certificato di sana e robusta costituzione (fatta da un medico del luogo in cui vivevo)

– una copia autenticata del Certificato dei Carichi pendenti italiano (non deve essere più vecchio di tre mesi) + relativa traduzione

Certificato dei Carichi pendenti tedesco (redattomi dal comune di residenza tedesco)

– una copia autenticata del Good Standing (si chiede al ministero della Salute, non deve essere più vecchio di 3 mesi) + relativa traduzione

– una copia autenticata dell’Attestato di Conformità (si chiede al ministero della Salute) + relativa traduzione.

Questo quando inoltrai la domanda a Münster.

Quando invece feci richiesta in Baviera (in un Unterfranken per la precisione), i documenti richiesti erano gli stessi di quelli della Vestfalia, con in più:

  • una copia autenticata della Fedina Penale italiana + relativa traduzione (al posto del Certificato dei Carichi Pendenti)
  • una copia autenticata del nuovo Good Standing (la precedente era già scaduta) + relativa traduzione
  • infine l’Einstellungszusage (in italiano “lettera di intenti”, “promessa di assunzione” o “pre-contratto) o, in alternativa, il contratto di lavoro vero e proprio.

I documenti possono essere inviati a scaglioni, non per forza tutti insieme.

I problemi sono principalmente due: la promessa di assunzione e i vari Beamten dell’Aerztekammer.

Mentre in Vestfalia la lettera di intenti la sottoscrivono e danno il primo giorno di tirocinio (almeno fu così per me), in Franconia viene redatta solo se qualche ospedale decide di assumerti.

Per quanto riguarda invece gli impiegati, ciascuno di loro ha il proprio “algoritmo di pensiero”.

Per quanto riguarda la lettera di intenti, ad esempio, alcuni si accontentano dello scambio di email con l’ospedale a cui si è fatto richiesta, anche se poi non si è stati assunti.

Altri pretendono la suddetta lettera, altri ancora un contratto vero e proprio.

Da noi in Sicilia si dice “ogni testa è tribunale”.

Per chi ha tempo e voglia, ho già raccontato tutta la mia vicenda qui:

https://sagensie33.wordpress.com/2016/01/07/il-mio-percorso-in-germania/

 

–        Centri di eccellenza e voto di laurea

Tipica domanda: “Quali sono i centri di eccellenza in chirurgia dell’alluce valgo del piede destro negli adulti con più di 50 anni di età?”.

Tipica risposta:

  • Allo stato attuale, i centri di eccellenza prendono gente eccezionale. Di contro, le condizioni lavorative sono al limite dei diritti umani, ma è sempre così quando si lavora per dei super-centri, in qualsiasi settore.
  • Pubblicazioni reali? Master europei di livello attinenti? Contatti? Quante lingue conosci oltre all’inglese e al tedesco? Senza questi elementi non si può sperare di fare richiesta in queste cliniche.
  • Il voto di laurea italiano all’estero conta come “l’avere il due di coppe con la briscola a bastoni”. Se lo mettete nel CV, aspettatevi un’affermazione di questo tipo: “Si è laureato con 110/110 cum Laude, bacio e abbraccio accademico? E chi in Italia non si laurea così?”. Segue risatina sarcastica.

 

–        La formazione all’estero

Le domande classiche in genere sono: “gli strutturati ti formano, a differenza dell’Italia?”, “ma loro lo sanno che non sappiamo fare un’iniezione?”, “com’è il rapporto con gli strutturati e gli altri colleghi? E le infermiere? ti rispettano?”

Di lavorare ti fanno lavorare, ma il metodo di formazione tedesco è diverso da quello italiano.

Ne ho già parlato qui:

https://sagensie33.wordpress.com/2016/03/20/jemanden-in-das-kalte-wasser-schmeisen-buttare-qualcuno-nellacqua-fredda/

Poi, come in ogni paese, ci sono le usanze e tradizioni tipiche. Quando si va a vivere fuori bisogna possedere un certo spirito di adattamento, altrimenti la vita non sarà affatto semplice.

Qua potete leggerne qualche esempio:

https://sagensie33.wordpress.com/2016/01/30/ambiente-lavorativo-e-vita-sociale/

https://sagensie33.wordpress.com/2016/07/10/diversita-culturali-la-religione/

https://sagensie33.wordpress.com/2016/03/12/diversita-culturali-il-team-internazionale/

https://sagensie33.wordpress.com/2016/05/22/la-giornata-tipo-di-un-assistenzarzt-alle-prime-armi/

 

–        “Secondo te mi conviene specializzarmi in Germania? Ne vale la pena?”

Specializzarsi all’estero non è una scorciatoia, al contrario deve essere una scelta. Noto invece che molto spesso non è così. A causa del concorso italiano, la maggior parte dei colleghi parte per l’estero perché costretti e senza una esatta conoscenza della situazione del paese ospitante. Questo porta purtroppo a cocenti delusioni e a vere e proprie crisi emotive.

Bisogna avere ben chiari questi concetti:

  • Sapere con chiarezza “cosa si vuole fare da grande”
  • Nella vita NULLA è semplice
  • Molto spesso, la vita sceglie per noi
  • La maggior parte dei problemi si risolve da sé.
  • Ci sono solo sfide, non difficoltà
  • Si ha sempre una scelta.

Gian Marco

P.s. Ringrazio il mio amico e collega Davide Bianchi per gli ultimi due aforismi.

Patologia della settimana I – Ipertensione arteriosa

In tedesco “arterielle Hypertonie”. Termine da usare con i pazienti “Bluthochdruck”.

de motu cordis

Che cos’è?

La pressione sanguigna è l’intensità della forza che il sangue esercita sulla parete del vaso grazie ai battiti cardiaci. Al momento della pulsazione la pressione aumenta, nell’intervallo fra due battiti invece diminuisce. Di conseguenza si hanno due pressioni, rispettivamente la pressione sistolica e diastolica, che si potranno evidenziare allo sfigmomanometro, cioè “l’apparecchio per misurare la pressione”. In siciliano “l’attrezzu”, “lu cosu” o meglio ancora “la camurrìa”.

tabella ipertensione

I normali valori pressori sono compresi fra 120-130/80-85 mmHg (per i non addetti ai lavori, millimetri di mercurio). Si parla di ipertensione quando i valori sono superiori a 140/90 mmHg.

Come si sviluppa?

Ci sono diverse patologie che possono dare ipertensione, ma nel 90% dei casi non c’è alcuna causa definita. In questo caso si parla di “ipertensione essenziale” (essentiellen Hypertonie) e ci sono diversi fattori che la possono favorire, come ad esempio il sovrappeso (Übergewicht), elevato consumo di alcol (erhöhter Alkoholkonsum), stress (Stress), fumo (Rauchen), età (Alter), sedentarietà (sitzende Lebensweise oppure Bewegungsmangel).

Questi promuovono inoltre una crescente immobilità della parete dei vasi. C’è quindi un forte legame fra ipertensione e arteriosclerosi (Arteriosklerose o Gefäßverkalkung).

Cosa si nota?

Molto spesso l’ipertensione è asintomatica (keine Beschwerden). Alcuni segni tipici possono essere mal di testa (Kopfschmerzen), vertigini (Schwindel) e ronzio auricolare (Ohrensaußen). Dato che il cuore usa più forza per pompare, possono comparire palpitazioni (Herzklopfen) e dolore al petto (Brustschmerz).

Abbastanza problematiche sono soprattutto le conseguenze dell’arterielle Hypertonie. L’aumento della pressione può favorire l’arteriosclerosi e portare a una diminuzione della vascolarizzazione (Durchblutung) di diversi organi. Per quanto riguarda il cuore, ciò significa un aumento del rischio di infarto (Herzifarkt) e di una insufficienza cardiaca (Herzinsuffizienz), dato che è sottoposto ad un eccessivo carico di lavoro. Un’altra conseguenza può essere il colpo apoplettico (Schlaganfall). Anche i reni possono essere coinvolti.

Come lo accerto?

Per fare diagnosi di ipertensione, si sa che sono necessarie più misurazioni indipendenti della pressione arteriosa (mehrere unabhängige Blutdruckmessungen), i quali devono risultare tutte al di sopra dei valori di normalità. Il valore soglia domiciliare è di solito 5 mmHg più basso che rispetto al valore soglia ambulatoriale (in quanto l’ambiente domiciliare è più rilassato) e la misurazione dovrebbe avvenire:

  • circa 30 minuti dopo che il paziente abbia fumato o bevuto caffè
  • dopo un riposo di almeno 5 minuti
  • con un bracciale appropriato.

Inutile dire che molto spesso non si è nelle condizioni per poterlo fare.

Può essere di aiuto anche un controllo della pressione per 24 ore (24-Stunden-Blutdruck-Messung) tramite uno sfigmomanometro portatile – il cosiddetto Holter pressorio – che può fornirci un quadro più chiaro della situazione del paziente.

Cosa si può fare?

La colonna portante della terapia dell’ipertensione è quella dell’applicare una serie di provvedimenti generali – ad esempio la normalizzazione del peso corporeo (Gewichtnormalisierung), seguire una dieta alimentare povera di sale (salzarme Diät) e praticare sport di resistenza – ed eliminare vari fattori di rischio (Risikofaktoren) come il fumo, caffè, alcol, trigliceridi elevati (erhöhte Blutfette) e il diabete (Zuckerkrankheit), ma su quest’ultimo farò un post a parte.

Se questi provvedimenti non dovessero essere sufficienti, si ricorre al trattamento farmacologico.

La terapia medica vera e propria si basa sull’impiego di 5 farmaci, che vengono combinati in una terapia definita “a gradini” (Stufentherapie) fino a quando la pressione sanguigna non si avvicina ai valori normali. La priorità del tipo di farmaco impiegato dipende dalle varie patologie del paziente e naturalmente anche dai fattori di rischio. Spesso si inizia con un diuretico tiazidico (Thiazid-Diuretikum o Wassertablette) a cui si può associare:

  • un beta-bloccante (Betabloker),
  • un calcio-antagonista (Calcium Antagonisten)
  • un ACE-inibitore (ACE-Hemmer)
  • un’antagonista del recettore dell’angiotensina II o sartani (Angiotensin-Rezeptor-Blocker)

In ogni caso si tratta di una terapia a lungo termine (Dauertherapie) che necessita un controllo regolare e aggiustamenti in caso di bisogno.

*

Ciò che ho scritto si basa sulla mia esperienza lavorativa (algoritmi e protocolli più comuni) e su alcuni testi tedeschi che uso per consultarmi. Se trovate quindi delle discrepanze rispetto all’Harrison e al Rugarli non crocifiggetemi per favore!

L’addendum è corredato dai termini italiani seguiti dai termini tedeschi più usati. Spero vi possa aiutare nello studio del tedesco medico.

I nuovi articoli verranno inseriti man mano nella sezione “Grimorio” del sito in versione Pdf.

Aspetto le vostre impressioni!

Gian Marco

Le informazioni sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Diversità culturali – I mobili

In Germania la compravendita dei mobili è una questione abbastanza spinosa. In realtà, è spinosa qualsiasi circostanza in cui ci siano di mezzo degli operai in Germania.

Vi spiego meglio.

I tedeschi hanno la sana abitudine di passare il loro tempo libero svolgendo delle attività manuali: giardinaggio, bricolage, pulizia garage oppure un barbecue se il tempo è buono.

Fra le varie attività, vi è anche quella di montare i mobili.

bricolage

Loro dicono che si divertono un mondo, ma il motivo principale secondo me è che facendo così si risparmia davvero una marea di soldi.

Ed è proprio così! I mobili “già costruiti” costano almeno il doppio rispetto a quelli da montare a parità di qualità. Senza contare il trasporto a casa, anche se quest’ultimo è spesso gratuito ed effettuato in giornata.

Perciò durante il weekend si vedono greggi di persone dirette verso Ikea od Obi intente a comprare le ultime novità.

Cosa c’entrano gli operai? Ci arrivo subito.

Prima di trasferirmi qui, la mia intenzione era quello di andare vivere in una Ferienwohnung, cioè in una casa vacanze. I vantaggi sono molteplici: una quota fissa da pagare comprendente tutto, una signora che pulisce casa e mette in ordine una volta a settimana, nessuna necessità di comprare mobili o elettrodomestici.

Quando vivevo in Baviera avevo trovato un’ottima offerta, mi sono trovato molto bene e mi sono ripromesso di fare così in circostanze future.

Purtroppo il sottoscritto ha trovato lavoro in una città il cui costo della vita è abbastanza alto ed è tuttora una meta turistica di livello europeo. C’erano diverse case-vacanze, ma erano tutte prenotate fino al 2019 (!) e a prezzi a dir poco esorbitanti.

Di conseguenza sono stato costretto a prendermi un appartamento in affitto.

Cercando bene fra i vari annunci, ho trovato quello di una ragazza che cercava un Nachmieter, cioè un inquilino subentrante. La giovane Frau lavorava nel mio vecchio ospedale come specializzanda in Medicina Interna, ma dopo sei mesi aveva trovato una offerta migliore in un altro ospedale distante un’ora da qui.

In un certo senso ci siamo trovati! A me serviva una casa ammobiliata, a lei un affittuario subentrante che non le facesse fretta di portare via i mobili, in quanto la sua stanza della foresteria del nuovo ospedale era troppo piccola per contenerli tutti.

Il problema parte tutto da qui.

Il buon senso avrebbe dovuto suggerire alla giovane Mädel che una buona idea sarebbe stata quella di prendersi i mobili un poco alla volta dandomi un certo preavviso, in modo da permettermi di trovare delle buone offerte e di sostituire la mobilia senza prosciugare il conto corrente. Siccome non volevo lasciare adito a strane interpretazioni, le ho detto più volte e chiaramente di fare così. Le avevo suggerito inoltre che alcune cose, se non le avesse volute, me le avrebbe potute vendere.

Purtroppo non è stato così.

La tipa mi ha avvisato il giorno prima dicendo che sarebbe venuta a prendersi qualcosa e, tornato a casa dopo un turno, non trovo l’80% dei mobili. Il rimanente 20% di arredamento era un’accozzaglia: ha lasciato 4 sedie e 8 “tazze da latte” portandosi via il tavolo (!) e tutte le stoviglie (!!!).

Potete immaginare il mio stato d’animo. Anzi, ve lo dico: rabbia livello Super Saiyan.

Di conseguenza ho dovuto comprare dei mobili “da montare” e “normali” dando fondo ai miei risparmi.

Non è tutto.

Dato che non ho molto tempo, e essendo poi il pavimento dell’appartamento parquettato, per non danneggiarlo, ho dovuto contattare un “falegname/operaio/non-so-quale-sia-il-vero-lavoro” della zona per aiutarmi nel montaggio.

È stato un ulteriore salasso. Per farvi capire: se avessi chiamato il mio falegname dalla Sicilia e gli avessi pagato manodopera, vitto e voli, avrei risparmiato almeno il 50% rispetto al suo corrispettivo teutonico.

Quindi il mio consiglio è quello che, se dovete comprare dei mobili, o li comprate già montati o se volete risparmiare fatevi aiutare da qualche amico: sarà un ottimo modo per passare un weekend!

Secondo consiglio: NON DATE LA CHIAVE DEL PROPRIO APPARTAMENTO ALLA EX INQUILINA! Vi ritroverete un appartamento vuoto, un mezzo infarto e santi che scendono dal cielo.

È proprio vero: l’intelligenza è un dono, non un privilegio.

Gian Marco