La prima notte: 8 suggerimenti per principianti

“Non c’è pace per i dannati”.

Questo è quello che dice il dr. Mark Greene al giovane dr. Carter, quando vedono arrivare l’ennesimo ricovero alle 5 del mattino.

Dopo più di vent’anni (ammazza come passa il tempo!) dalla prima puntata di quella serie culto anni ’90, devo ammettere che il dr. Greene aveva pienamente ragione. Non appena si finisce di scrivere un’anamnesi e pensi “mo’ vado un attimo al bagno”, si presenta subito un altro ricovero.

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Dato che ci siamo passati un po’ tutti ma alcuni hanno appena incominciato la specializzazione nelle terra di Jürgen “Pantegana bionda” Klinsmann, ho pensato di stilare una lista di suggerimenti che potrebbero essere utili.

  • Conoscere (i pazienti) e farsi conoscere (dal personale).

Una delle prime cose da fare è cercare di stabilire un buon rapporto con il personale sanitario. Sembra una banalità, invece è il perno di tutto il nostro lavoro in ospedale. Aiuta anche sapere chi è stato ricoverato recentemente, dato che il diensthabender Arzt (cioè il medico che ha il turno) molto spesso il giorno prima ha avuto il recupero. Quindi se, ad esempio, la paziente XY non riesce a dormire bene negli ultimi giorni e i medici dei turni precedenti le hanno sempre dato un determinato sonnifero a causa di particolari interazioni o controindicazioni, fatelo cortesemente notare all’infermiera del reparto, in modo che non vi chiami alle due e mezza del mattino facendovi allarmare per niente.

  • Il Piepser o “Telefonino della Morte”

Sarà il vostro nemico più odiato. Portatelo sempre con voi. Non smetterà di suonare. Durante la notte, un semplice squillo può sembrare una tromba infernale. Per fortuna si può regolare il volume.

Un episodio abbastanza significativo.

Un giorno venne assunto un giovane Facharzt (cioè un medico appena specializzato) e, siccome si porgeva in un modo abbastanza sgarbato anche per gli standard tedeschi, le infermiere gli fecero capire “come si sta al mondo”. Durante la prima notte di guardia, il povero malcapitato venne svegliato ad intervalli regolari di 20 minuti e per i motivi più assurdi.

Due giorni dopo si è scusato con tutto il personale.

  • Conoscere i numeri più importanti

In genere c’è sempre un elenco con i numeri di telefono “da sapere” in reparto. Se non c’è, createvelo.

Gli “Indispensabili”: Station, Zentral Notaufnahme, Radiologia, Internista e Anestesista di turno.

  • Avere ben chiara la “catena burocratica

Purtroppo cambia da reparto in reparto. Cercate di avere ben chiaro su come si possa richiedere un particolare tipo di esame (EKG, CT, usw.), dove si trovano i vari strumenti e a chi chiedere un particolare consulto. Arriverete al punto di comprendere perfettamente tutto il meccanismo, ma solo quando, improvvisamente, la direzione deciderà di semplificare la burocrazia, adottando nuovi moduli e programmi e gettandovi di nuovo nella confusione.

Che cosa dicevamo sui dannati?

  • Notizbuch e compendi

Annotatevi sul vostro taccuino le patologie e le emergenze più importanti in ordine di frequenza. Naturalmente allegateci anche le procedure diagnostiche e la dose dei farmaci. Credetemi, vi aiuterà tantissimo.

Di compendi ce ne sono decine e di tutti i gusti. I più usati sono i libri della serie Checklist, suddivise per singola specialità, ed i Klinikleitfaden della Elsevier.

  • Stabilire le priorità

Le emergenze non arrivano mai da sole, anzi spesso e volentieri si alternano momenti di fiacca a “catastrofi” vere e proprie. Cercate di mantenere la calma e di dare una priorità agli eventi, dando spazio ai pazienti che necessitano subito un vostro aiuto. Serve anche per non giocarvi la “carta Oberarzt” troppo presto!

  • “Nicht verzagen, Oberarzt fragen”

Ovvero “non avvilirsi, chiedete al medico capo”. All’inizio si è sempre insicuri e agitati, è del tutto normale, soprattutto all’inizio. L’importante è avere ben chiaro il quadro da presentare al vostro Ober e sapere cosa chiedere. Quest’ultima abilità vi verrà naturale con l’esperienza.

E un “cazziatone” scapperà prima o poi, quindi rassegnatevi.

Vi ho già detto dei dannati, giusto?

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  • Ultimo ma non per ultimo: pensate alla vostra salute

Il nostro è un lavoro che comporta una spesa non indifferente di energie fisiche e mentali.

Prima e dopo il turno dovete assolutamente riposarvi, non sapete se e quando vi potrete distendere in ospedale e non si sa se il giorno dopo c’è un turno da coprire.

Cercate di mangiare bene, di bere molto e di portarvi durante il turno qualcosa di leggero da sgranocchiare. Personalmente, se mangio “all’italiana”, mi sopraggiunge sempre una fase post- prandiale caratterizzata da un abbiocco assurdo e voglia di zibibbo.

Infine, il consiglio supremo è sempre lo stesso:

Per imparare qualcosa, bisogna farla!

Perciò alla domanda “Ma come si fa il turno di notte?” la risposta è “facendo la notte!!!”

 

Gian Marco

P.s. a breve pubblicherò gli altri argomenti del grimorio, purtroppo ultimamente ho avuto pochissimo tempo. Inoltre fra poco ci saranno importanti novità lavorative, naturalmente vi terrò informati. Stay tuned!

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3 thoughts on “La prima notte: 8 suggerimenti per principianti

  1. Grandissimo, continua cosi! Io per i momento sono riuscito a rimandare l’avvento della prima notte, però tutti i consigli che hai dato sono validissimi e li ritrovo anche negli altri turni, diciamo più “normali” che fin’ora ho fatto. Io aggiungerei, tenete presente il vostro ruolo, se voi non ci foste sarebbe un discreto casino, pur essendo noi Assistenzarzt ultimi della catena di comando medica non siamo facilmente rimpiazzabili, quindi dimostratevi anche fermi e sicuri di voi stessi, anche se non lo siete, sia con lo staff dei reparti sia con i pazienti. La cultura tedesca in genere riconosce e apprezza la fermezza, non il tentennamento o l’eccessivo, timido, garbo.
    Un caro saluto. F, AA fuer Innere Medizin.

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  2. Aggiungerei una cosa che mi ha fatto sopravvivere a più notti ma anche guardie di giorno e di weekend: se non so fare una cosa, ma so che andrà fatta, nel tempo che aspetto che arrivi il superiore (non lavoro in Germania, ma insomma, tempo che chiamo il medico già specializzato) preparo il materiale che mi servirà. Se penso che bisogna fare un pH allo scalpo del feto, quando il boss è arrivato gli faccio trovare carrello pronto e paziente già istallata: questo mette di buonumore il capo, che non deve aspettare un altro quarto d’ora perché tutto sia pronto, così se devo chiamarlo per una seconda paziente, sarà più di buon umore.
    E mi aiuta anche, subito prima di chiamare, ripetere ad alta voce in trenta secondi in che maniera voglio presentare il caso, come porre la domanda; bisogna essere molto specifici, tipo: “ti chiamo per sapere se sei d’accordo con la mia presa a carico” o “ti chiamo perché vorrei che tu venissi a vedere questo tracciato” e così via, altrimenti chi è dall’altro capo del filo si perde e parte la telefonata di mille minuti e mille domande.

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